Immissioni in ruolo, Anief: mancano gli insegnanti. Classi di concorso con posti vuoti

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Comunicato ANIEF – Potrebbero essere più di 30 mila le cattedre vuote, quasi tutte quelle su sostegno, la conferma proviene dai dati raccolti dai delegati sindacali nel territorio, ma non perché mancano i supplenti.

Anief spiega perché ha fallito anche il ministro Bussetti e cosa dovrà fare il nuovo ministro al Miur per fare incontrare domanda e offerta ed evitare una multa salatissima dall’Europa

 LA NOTIZIA

Per il quarto anno consecutivo, i posti per assumere insegnanti a tempo indeterminato rimangono vacanti. Con il prossimo anno, si batterà il record per il quarto anno consecutivo: più del 50% delle nomine non assegnate e più di 150 mila precari al 30 giugno su 500 mila in lista. Lo studio è dell’ANIEF, a seguito di un monitoraggio di quanto sta avvenendo negli Uffici scolastici regionali. La colpa, per il presidente Marcello Pacifico, è delle errate politiche di reclutamento adottate a partire dal 2015. A differenza del ventennio precedente, si è puntato su concorsi straordinari piuttosto che sull’utilizzo delle graduatorie ex permanenti e d’istituto da cui si assumono i supplenti. E oggi, come trent’anni fa, aumentano gli incarichi attribuiti attraverso le domande semplici ai capi d’istituto. Una vergogna tutta italiana sotto la lente della Commissione europea.

Non si trovano insegnanti per le immissioni in ruolo. Più della metà stanno saltando, quando ancora mancano dieci giorni, per concludere con il conseguente aumento del balletto delle supplenze cui gli studenti assisteranno ad anno scolastico iniziato.

Le convocazioni per le assunzioni a tempo indeterminato sono in pieno svolgimento, ma in alcune realtà territoriali il quadro appare già molto chiaro e conferma quanto il giovane sindacato autonomo temeva. Sul sostegno la situazione è disperata, perché quasi tutte le circa 14 mila cattedre destinate al ruolo andranno in supplenza a precari non specializzati, nonostante le rassicurazioni del ministro Bussetti. Ci sono delle regioni, soprattutto del Nord Italia, dove la situazione è già fortemente compromessa e si può senza ombra di dubbio dire da oggi che avanzeranno migliaia di posti, tutti destinati ad aumentare il carico di contratti a tempo determinato che non a caso quest’anno potrebbe arrivare a sfiorare quota 200 mila.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Il fenomeno è tanto più grave se si pensa che la Commissione Europea si troverà a breve tra le mani dei dati che confermano la totale inconsistenze e inefficacia del sistema di reclutamento scolastico italiano, dando così ragione ai dubbi già espressi qualche settimana fa nella una lettera di costituzione in mora partita da Bruxelles e indirizzata allo Stato italiano proprio per immotivato abuso dei contratti a termine. Si attiverà una procedura d’infrazione che porterà via molti soldi all’erario, per colpa di amministratori e governanti che non sanno gestire la macchina pubblica e chi vi opera professionalmente”.

I DATI GENERALI

La profezia dell’Anief si sta realizzando: sulla gestione del precariato scolastico è stato sbagliato tutto, al punto che la maggior parte delle 53.627 assunzioni di nuovi docenti non si sta portando a termine e rimetterci di più sono i docenti di sostegno, perché delle 14.552 immissioni in ruolo previste se ne stanno realizzando pochissime. Tutto questo avviene perché nelle GaE e nelle graduatorie di merito, in alcune regioni e in determinate classi di concorso, non risultano più candidati presenti. Eppure, i docenti già scelti, formati e abilitati ci sono, ma giacciono nelle graduatorie d’istituto oppure hanno svolto oltre i canonici 36 mesi di supplenze richiesti dell’UE ma continuano ad essere ignorati.

Il risultato di tutto questo è che quando tra meno di un mese inizieranno le lezioni, per diverse discipline come matematica (A028) e italiano (A-12, A-22) i dirigenti dell’amministrazione scolastica saranno costretti a convocare prima delle graduatorie d’istituto e poi anche attraverso la cosiddetta ‘messa a disposizione’. Lo stesso si farà per il sostegno, dove le graduatorie sono esaurite e gli alunni si vedranno affidare docenti non specializzati. Con tutti i problemi, non solo relativi alla mancata continuità didattica, che ne derivano.

NOTIZIE DALLE REGIONI DEL NORD

In Piemonte, dove l’amministrazione scolastica ha assegnato uno dei più cospicui contingenti del 2019 (ben 4.650 assunzioni a tempo indeterminato), le assegnazioni delle immissioni in ruolo della secondaria si confermano sempre più problematiche, considerando che le graduatorie vigenti sono ormai da tempo pressoché esaurite. A livello di scuola primaria, per i posti comuni sono state esaurite le graduatorie di merito del concorso del 2016, dopo che quelle del sostegno le liste di attesa non avevano più candidati, assieme a quelle dell’infanzia (sia posto comune che sostegno) già dallo scorso anno. Anche le graduatorie di merito regionali derivanti dal concorso straordinario di sostegno primaria si sono presto azzerate e pure in questo caso quasi tutti i posti anziché essere assegnati per le assunzioni a tempo indeterminato andranno a supplenza annuale. E, come se non bastasse, le maestre assunte in ruolo con diploma magistrale perché inserite in Gae con riserva, dopo aver superato l’anno di prova, sono licenziate, cosi come alcuni insegnanti tecnico-pratici.

Anche in Veneto, dove il contingente autorizzato è di 5.612 cattedre, la situazione sembra molto seria: la graduatoria di merito del concorso 2016 è esaurita, tranne per qualche classe residuale. Per la scuola secondaria, i numeri maggiori di immissioni in ruolo riguardano la disciplina di Lettere, con 712 posti autorizzati ma gli aspiranti risultano 150 in meno; non va meglio per Matematica, per la quale sono state previste 500 assunzioni ma ad oggi ne sono state completate appena 127. Pure tantissimi posti vacanti di Lingue Straniere, sempre per la scuola secondaria di primo e secondo grado (AB24, AB25, AD24, AD25) andranno a supplenza perché le graduatorie risultano tutte esaurite). Per il sostegno la situazione è ancora peggiore, perché il contingente autorizzato è di 458 posti per la secondaria di primo grado e 180 per le superiori, per un totale di 638 posti, ma siccome le graduatorie (ADMM, ADSS) risultano esaurite, le cattedre libere verranno assegnati tutte a docenti della terza fascia d’istituto, quindi a non specializzati nella didattica speciale.

In Liguria sono state sinora realizzate le convocazioni per assegnare in ruolo 202 cattedre su complessive 1.745: fino a oggi oltre la metà, ben 104, sono andate deserte, sempre per la mancanza di candidati nelle GaE e nelle varie graduatorie di merito.

LE SOLUZIONI PER IL PRESIDENTE ANIEF

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i nodi stanno venendo al pettine e l’unica consolazione, se possiamo chiamarla così, è che il sindacato aveva previsto tutto da tempo e anche il Miur, soprattutto per il sostegno, qualche giorno fa aveva fatto intendere che i posti sarebbero avanzati in gran numero: i concorsi, ordinari e straordinari non servono a nulla se non si cambia organizzazione a livello di reclutamento. Devono essere, con un procedimento urgente, riaperte annualmente le GaE (ex graduatorie permanenti dove fino al 2012, dal 1994, è stato inserito il personale in possesso di abilitazione e da cui si nomina per il 50 % dei posti per le immissioni in ruolo e per il 100% delle supplenze annuali e al termine delle attività didattiche, in prima istanza) e deve essere esteso, in caso di loro esaurimento, il doppio canale di reclutamento a graduatorie d’istituto provinciali, con assunzione all’occorrenza dei docenti abilitati di terza fascia, previa frequenza di un corso abilitante obbligatorio. Bisogna permettere l’assunzione anche in altre regioni dalle graduatorie di merito ordinarie e straordinarie, confermando nei ruoli chi ha superato l’anno di prova, ma era stato assunto con riserva. In questo modo, almeno fermeremo l’emorragia delle cattedre deserte, uno scandalo solo italiano per l’incapacità politica di far incontrare domanda e offerta. Poi sarebbe necessario adeguare l’organico di fatto l’organico di diritto, per mettere fine a un’anomalia anch’essa tipica italiana dove si ricorre a contratti a termine su posti vacanti violando le regole comunitarie e del diritto del lavoro.”

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