Immissioni in ruolo anche fuori regione per svuotare graduatorie concorso 2016 e 2018: le propone il CSPI

di redazione
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Nell’a.s. 2019/20 molti posti rimarranno vuoti

Le immissioni in ruolo che saranno disposte nell’estate 2019 non riusciranno a coprire i vuoti di organico che  si verificheranno con l’inizio del nuovo anno scolastico per effetto di concomitanti interventi
(come i pensionamenti per quota100).

Fase straordinaria di immissioni in ruolo

Al fine di evitare i prevedibili disagi dovuti a questa evenienza il CSPI auspica l’adozione di un provvedimento transitorio che consenta una fase straordinaria di immissione in ruolo da tutte le graduatorie (GAE e graduatorie dei concorsi 2016 e 2018, favorendo per questi ultimi, eventuali
disponibilità volontarie alle assunzioni fuori dall’ambito regionale previsto dal rispettivo bando di concorso) a partire dall’ 1 settembre 2019.

Avviare subito i concorsi

Sarebbe altresì opportuno – conclude il CSPI – che il numero dei posti da
coprire con nomine di ruolo sia adeguato alla rilevanza delle disponibilità di organico e che, per le classi di concorso che presentano posti eccedenti le GaE, si proceda immediatamente a bandire i concorsi ordinari per infanzia, primaria e secondaria.

Questo allo scopo di completare nell’anno successivo 2020-21 le coperture di organico e quindi garantire alle scuole ed agli alunni un corpo docente stabile e al personale scolastico il diritto alla stabilizzazione dopo lunghi anni di precariato.

L’auspicio pertanto è che, in attesa che vengano espletati i concorsi per docenti e DSGA, si avvii una fase transitoria di stabilizzazione per il personale precario abilitato o con 36 mesi di servizio della terza fascia, compresi gli amministrativi facenti funzione, individuando le misure necessarie per coprire tutti i posti che si renderanno liberi già a settembre 2019.

Il parere del CSPI

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