Immissioni in ruolo 2021, le due proposte: per titoli e servizi o più posti ai concorsi già banditi. E per il sostegno sarà necessaria specializzazione?

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Immissioni in ruolo insegnanti 2021/22, la proposta arriva dalla Lega e trova l’appoggio del Partito Democratico e di Fratelli d’Italia. Non piace invece al M5S, che punta a completare l’iter dei concorsi ordinari pur sapendo che questo significherà avere ancora moltissimi posti scoperti per le assunzioni del prossimo settembre. Una proposta che non è stata ancora incardinata in nessun provvedimento normativo ma che certamente fa discutere.

L’assunzione per titoli e servizi

Il sottosegretario Sasso (Lega) spiega: “La nostra proposta è di stabilizzare gli insegnanti in base ai titoli e al servizio, vincolare questi docenti a un anno di formazione che accompagni l’attività quotidiana di insegnamento e poi, in ossequio all’obbligo costituzionale dell’assunzione per concorso nella Pubblica Amministrazione, sottoporli a una procedura finale di verifica” .

Dunque l’iter risulterebbe rovesciato: assunzione, anno di prova e formazione, verifica finale (non viene specificato se selettiva o meno, particolare di non poca importanza).

Il vero ruolo scatterebbe dunque dal 2022/23 ma già a settembre 2021 i posti sarebbero verosimilmente coperti dagli stessi insegnanti non più precari al 100%.

La Lega potrebbe trovare sulla sua strada un inedito alleato: il Partito Democratico che si è detto più di una volta disponibile a valutare la possibilità della stabilizzazione dei precari storici tramite procedura per titoli e servizi.

M5S: più posti ai concorsi già banditi

L’idea del M5S è invece quella di allargare i posti banditi, sia per il concorso straordinario di cui al DD n. 510 del 23 aprile 2020, già espletato. Lo stesso per i concorsi ordinari per i quali sono già state presentate le domande di partecipazione; per questi ultimi, anche sulla base della nuova normativa per i concorsi pubblici, si potrebbe pensare anche ad una procedura più semplificata rispetto all’attuale preselettiva – due prove scritta – una prova orale

La sottosegretaria Floridia (M5S) afferma

“Si sta già concludendo, in questi giorni, un concorso straordinario riservato ai precari storici per 32mila posti che vedrà la metà dei partecipanti salire in cattedra a partire dal 1° settembre 2021. Si potrebbe valutare di implementare i posti dello straordinario già in via di espletamento, strutturato proprio per i precari. E si potrebbero implementare anche i posti dell’ordinario, magari dando immediatamente seguito ai concorsi già banditi, facendolo partire subito con procedure semplificate ma meritocratiche” 

Cosa comporterebbe aumentare i posti del concorso straordinario: in molti casi significherebbe far rientrare quei docenti che hanno superato il concorso con il punteggio di almeno 56/80 ma non sono rientrati nel numero dei posti a bando.

Le assunzioni su sostegno

La speranza, quando è stata varata la legge di Bilancio 2021, con relativa autorizzazione ad un concorso veloce per l’assunzione di docenti specializzati, era quella di poter avere migliaia di docenti di ruolo in cattedra dal 1° settembre 2021. Speranza vana, i decreti attuativi non sono mai stati varati e il concorso è al palo.

Il rischio, secondo la Senatrice Granato (l’Alternativa c’è)  qualora andasse in porto il piano di stabilizzazione di massa dei docenti con il requisito di 3 annualità di servizio, sarebbe quello di assumere su sostegno, senza una selezione adeguata docenti non specializzati.

“Abbiamo chiesto al Ministro Bianchi – spiega ai nostri microfoni – che intenzioni ha circa i decreti attuativi con cui si potrebbero varare le procedure concorsuali semplificate per mettere in cattedra i docenti specializzati su sostegno. Stiamo assistendo adesso all’imminente sblocco dei concorsi per l’accesso ai ruoli della pubblica amministrazione, perché senza dipendenti qualificati le misure del PNRR saranno impraticabili e per la scuola non si parla di riprendere le procedure concorsuali alle quali già si sono iscritti centinaia di migliaia di docenti. Sento parlare ancora una volta di sanatorie, quando ci sono docenti specializzati che attendono solo di essere selezionati per poter essere immessi in ruolo. Da una parte si predica il ruolo centrale della scuola, dall’altra si studia come abbassarne il livello qualitativo”

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