Immissione in ruolo docente riservista: si prescinde da stato di disoccupazione

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L'Avv. Francesco Orecchioni, su DirittoScolastico.it comunica che la Cassazione ha fatto chiarezza in ordine alla vexata quaestio relativa alla necessità o meno della persistenza dello stato di disoccupazione del docente, ai fini del riconoscimento del diritto all'assunzione con riserva previsto dalla legge n. 68 del 1999.

L'Avv. Francesco Orecchioni, su DirittoScolastico.it comunica che la Cassazione ha fatto chiarezza in ordine alla vexata quaestio relativa alla necessità o meno della persistenza dello stato di disoccupazione del docente, ai fini del riconoscimento del diritto all'assunzione con riserva previsto dalla legge n. 68 del 1999.

I fatti. La docente, riconosciuta disabile dalla competente commissione di prima istanza nella misura del 46% , ed inclusa nella graduatoria permanente del personale docente della Provincia Autonoma di Trento – elenco riservisti – per gli anni scolastici 2004-2005 e 2005-2006, esponeva di aver svolto nell’anno scolastico 2004-2005 supplenze temporanee, e di essere stata inserita nella graduatoria permanente del personale docente

della Provincia Autonoma di Trento per il quadriennio 2005-2009 al gruppo 2 (relativo ai disabili di cui all’art. 1 l. 68/99) in prima posizione per numerose classi di concorso.

Lamentava che, pur essendo stata convocata nell’agosto 2005 per la stipula di un contratto a tempo indeterminato, le era stata negata l’immissione in ruolo in ragione dello svolgimento, alla scadenza del termine di presentazione delle domande, delle supplenze temporanee richiamate.

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Secondo il Ministero – commenta l'Avv. Orecchioni – alla fattispecie de qua sarebbe applicabile la disposizione di cui all'art. 4 del D. Lgs. n. 181/2000, secondo cui non verserebbe in stato di disoccupazione il lavoratore disabile che accetta un'offerta di lavoro per un periodo non inferiore a otto mesi.

Con la sentenza in esame, la Corte ha compiuto un'attenta ricostruzione dell'istituto della quota di riserva a favore degli invalidi nei concorsi pubblici, estrapolandone la ratio: da istituto di solidarietà sociale (legge 482/1968) a vero e proprio mezzo di “ valorizzazione delle capacità professionali del disabile con la funzionalità economica delle imprese stesse ”.

Precisa la Corte di Cassazione " l’esercizio del diritto del disabile allo stabile inserimento nel mondo del lavoro, garantito con l’attribuzione della quota di riserva in riferimento alle assunzioni a tempo indeterminato, non può essere denegato per effetto di una circostanza del tutto transitoria quale la pendenza di un rapporto di lavoro a tempo determinato che, pur se tradotto in una supplenza di durata annuale, conserva, per la precarietà della
condizione lavorativa in cui si traduce, la sua ontologica difformità rispetto ad una nozione di stabilità del rapporto."

La decisione della Corte di Cassazione " In definitiva, può dunque ribadirsi il principio che nell’impiego pubblico privatizzato ogni tipo di graduatoria vincola in modo assoluto il datore di lavoro ad individuare gli aventi diritto all’assegnazione dei posti “riservati”, essendosi in presenza di un principio generale che non può essere in alcun modo violato e che l’inserimento nelle graduatorie del personale disabile che abbia conseguito l’idoneità nei concorsi pubblici (così come nel caso di specie), ai fini dell’adempimento degli obblighi di cui all’art. 3 1.68/99, da diritto all’assunzione anche a prescindere dallo stato di una precaria occupazione dell’invalido, considerata la pregnanza dell’obbligo solidaristico cui deve essere informato l’agire della Pubblica Amministrazione (al pari del datore di lavoro privato)."

E' possibile leggere la sentenza della Corte di Cassazione e il commento dell'Avv. Francesco Orecchioni su www.dirittoscolastico.it

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