Immissioni in ruolo, piano straordinario: dal 2017 50mila assunti ogni anno? Ministero economia frena

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Domani si sveleranno tutti i particolari della riforma della scuola che vede come punto cardine lo svuotamento delle graduatorie ad esaurimento. Ci saranno subito 100mila assunzioni e dal 2007 fino al 2022 50mila annue. Ma il Messaggero fa sapere che dal MEF ci sono perplessità

Domani si sveleranno tutti i particolari della riforma della scuola che vede come punto cardine lo svuotamento delle graduatorie ad esaurimento. Ci saranno subito 100mila assunzioni e dal 2007 fino al 2022 50mila annue. Ma il Messaggero fa sapere che dal MEF ci sono perplessità

Un piano pluriennale che mira ad assumere quanti sono iscritti nelle graduatorie per avviare un nuovo sistema di reclutamento che abbia come base l’eliminazione dei contratti a tempo determinato. Fine di un’epoca, se vedrà la luce.

Ma per far ciò è necessaria una imponente operazione per assumere tutto il precariato storico. Già ieri abbiamo dato notizia della volontà di avviare in tempi brevi un secondo concorso a cattedra, che potrebbe prevedere ben 50mila assunzioni, cui si aggiungerebbero le assunzioni da graduatoria, per un totale di 100-120mila immessi in ruolo. Il tutto tra il 2015 e il 2017.

Ma il piano del Governo potrebbe anche andare oltre e prevedere, come probabilmente sarà, un piano di assunzioni fino al 2022 (come anticipato due giorni fa da Repubblica.it) e che potrà prevedere fino a 40-50mila assunzioni annue da dividere tra graduatorie e concorso.

Il Messaggero, però, oggi fa sapere che i punti avanzati dal Ministero non necessariamente vedranno la luce. I 100mila assunti nei prossimi tre anni costano intorno a 600/700 mlnd i euro, che non sono pochi in tempi di austerità. Si tratta di soldi che, comunque, lo Stato sborsa, dato che paga i supplenti che assunti, però, avanzeranno di carriera aumentando le spese.

Fino ad un certo punto, dato che a seguito della "carriera raffreddata" gli aumenti di stipendio non potranno scattare prima di 8 anni.

Altro problema è legato al calo della popolazione scolastica che è calcolato in 60 mila alunni in meno da qui al 2020.

Ci dobbiamo attendere un nuovo braccio di ferro tra MEF e MAE? Speriamo di no. Intanto, aspettiamo l’annuncio di Renzi

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