“Illegittima la chiusura delle scuole senza evidenze scientifiche”. Il Tar del Lazio dà ragione ai genitori

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Il Tar del Lazio ha accolto un ricorso presentato da un gruppo di genitori riuniti nel comitato “Ri(n)corriamo la scuola!”. I genitori contestavano il DPCM allora in vigore poiché era lesivo “lesivo di un diritto costituzionale, quale è quello all’istruzione. Si tratta di un diritto fondamentale che non può venire meno, sempre che non ci siano gravissimi motivi dettati da evidenti basi scientifiche”.

Il 5 ottobre, il Tar del Lazio ha riconosciuto che  “che i decreti impugnati non risultano supportati da specifiche indicazioni del Cts né, peraltro, da studi orientati a verificare il ruolo dell’attività scolastica nella diffusione del contagio all’interno ed all’esterno dei plessi”, “essendo carente un’analisi di tipo epidemiologico in tal senso ed un’analisi tesa a verificare la possibilità di porre in essere misure contingenti straordinarie finalizzate a garantire agli studenti la frequenza in presenza dell’intero monte ore settimanale”.

In buona sostanza, è una “bocciatura” della linea tenuta negli ultimi mesi, oltre che  “una pronuncia che mette anche in evidenza l’inoperosità del governo, che non ha garantito la scuola in presenza”, si legge nella nota diramata dal comitato. Insomma, aggiungono le famiglie, “questa sentenza non può che suonare come monito per impedire future chiusure”.

Così come segnala La Nazione, il ricorso del ‘comitato Ri(n)corriamo la scuola!’ è stato il primo, tra i pochissimi accolti.

La nuova battaglia, adesso, è sui criteri delle quarantene a scuola. Il comitato ha consegnato al Ministero della Salute una bozza di protocollo. In sostanza, le famiglie chiedono un “protocollo unico nazionale che si basi su evidenze scientifiche, ovvero sul tracciamento dei contatti diretti, quindi dei compagni di banco” –

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