“Il voto non è l’obiettivo della scuola, ma un mezzo per salire in alto”. La riflessione dello scrittore Erba

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Su Avvenire un contributo dello scrittore e insegnante Marco Erba riflette sul significato del voto, considerando che ci avviciniamo alle pagelle di fine anno (e agli esami di Stato).

Secondo Erba, “il voto non è un giudizio su di te, ma la fotografia di un cammino in una materia. Il voto non deve essere né un podio su cui salire, né una punizione. Il voto è come un appiglio a cui uno scalatore si aggrappa per arrivare in vetta e gustare un panorama mozzafiato”.

Il voto – aggiunge – non è l’obiettivo della scuola, ma un mezzo per salire in alto”.

Lo scrittore e giornalista prosegue sostenendo che “la meta, a scuola, è scoprire la bellezza del mondo, è capire quale contributo tu puoi dare a questo mondo così bello e agli altri, perché solo donando qualcosa di te agli altri sarai felice. E il contributo che tu puoi dare, lo puoi dare solo tu, perché sei unico e irripetibile”.

In un incoraggiamento generale allo studente che si appresta a chiudere l’anno scolastico, Erba dice: “non devi scoraggiarti se fai fatica in qualche materia, se i tuoi voti non sono sempre eccellenti. Un portiere può essere il migliore del mondo, ma sarebbe ugualmente bravo come attaccante? E il migliore attaccante del mondo sarebbe capace di parare un rigore decisivo?”

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