“Il voto non descrive il livello di apprendimento degli alunni. Sì ai giudizi. Docente tutor? Non serve. É una figura ghettizzante”. INTERVISTA al pedagogista Corsini

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Voti o giudizi descrittivi? Quello della valutazione è uno dei tanti temi che periodicamente vengono fuori e generano un grosso dibattito attorno. Ovviamente molti assist arrivano dalla politica che negli anni ha cambiato diverse volte le carte in tavola, generando alla fine confusione su quali siano i reali obiettivi della valutazione degli studenti.

Proprio pochi giorni fa a riaccendere la miccia sulla valutazione è stato l’assessore all’Istruzione e al Merito della Regione Piemonte, Elena Chiorino, che ha detto: “Torniamo a riconoscere l’autorevolezza degli insegnanti. Torniamo ad un sistema di voti, anche in condotta, e abbandoniamo i giudizi per una valutazione più chiara per i docenti ed allo stesso tempo più comprensibile per le famiglie”.

Su Orizzonte Scuola interviene Cristiano Corsini, Docente di Pedagogia sperimentale all’Università Roma 3, che analizza la questione valutazione sotto molteplici aspetti

La valutazione degli studenti: la diatriba fra numeri e giudizi. Cosa ne pensa?

La politica assume posizioni sempre ondivaghe. Invece la ricerca scientifica no, che ritiene il giudizio descrittivo come lo strumento più efficace. La chiarezza nella valutazione sta dalla parte delle descrizioni. Poi ovviamente è la politica a decidere, assumendo delle posizioni che dipendono da tanti fattori, compresa la pancia dell’elettorato. Però è un dato certo che la politica fa le sue scelte spesso in controtendenza rispetto alla scienza.

Quindi i numeri non sarebbero lo strumento ideale per valutare?

Le sintesi numeriche non aiutano a comprendere il livello di apprendimento. Se si torna al voto numerico è per abbandonare l’apprendimento in favore di una classifica. Lo scenario è molto chiaro. Il numero non descrive il livello di apprendimento dell’alunno. Un giudizio sì.

Quale deve essere, quindi, il vero obiettivo del valutare i bambini e i ragazzi?

La valutazione deve essere il momento per migliorare gli apprendimenti e regolare l’insegnamento. La valutazione delle scheda è periodica e finale, certo. Ma la valutazione aiuterà anche gli insegnanti. Bisogna entrare nell’ottica che lo scopo della valutazione è quello di migliorare le nostre attività. Se invece valutiamo perché siamo obbligati a farlo, allora facciamo come Eduscopio e mettiamo i numeretti, è anche più facile. Ma non servono per l’apprendimento, inutile prenderci in giro. I numeri servono soltanto per stabilire delle classifiche poco sensate dal punto di vista scientifico. E alla gente piacciono le classifiche.

Cosa pensa delle prove Invalsi? Peraltro per i ragazzi di quinta c’è la possibilità di farsi certificare alcune competenze all’Università

Stiamo usando un cannone per sparare i passeri. Servono a valutare il sistema ma invece la missione è stata snaturata e da alcuni anni valuta gli studenti utilizzando però strumenti che valutano il sistema. Non c’è una prova oggettiva. Sono adatte per valutare le competenze di fasce di popolazione. Per quanto riguarda il badge, si tratta a mio avviso di un grave errore, frutto di un compromesso politico. Ci rimette l’invalsi ma anche gli studenti e le scuole, perché poi avranno delle pressioni per svolgere una didattica che diventa più un addestramento per le prove. C’è anche la tendenza di valutare gli studenti. Una scelta sbagliata.

E la valutazione degli insegnanti? E’ necessaria? Come fare eventualmente?

Ma perché dobbiamo valutare gli insegnanti? Se serve a stabilire il più bravo allora lasciamo stare, non ci sono strumenti adatti o dovremmo mettere su un sistema molto complesso. Invece, se noi facessimo un sistema di valutazione dell’insegnamento, per stabilire quali sono i bisogni formativi o le scelte più efficaci o più inclusive, quindi quali strategie mettere in atto, allora avrebbe senso. Ma tutto parte dalla domanda principale? A cosa serve la valutazione? Dobbiamo fare chiarezza sul perché.

Cosa pensa del docente tutor fortemente voluto dal Ministro Valditara?

Secondo me non serve, anzi, è sbagliato affidare solo ad un docente la responsabilità diretta del recupero degli apprendimenti e la valorizzazione dei talenti. Questo è un lavoro che devono fare tutti gli insegnanti. La trovo una visione ghettizzante, sia per i docenti che per ragazzi e le ragazze.

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