Il Veneto studia tutte le alternative possibili; Dad come soluzione estrema

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Didattica a distanza come “ultima spiaggia” e solo per le quarte e le quinte superiori. E’ quanto afferma a chiare note Carmela Palumbo, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto.

A ridosso dell’approvazione delle linee guida nella conferenza Stato-Regioni per l’avvio dell’anno scolastico in sicurezza, i territori si stanno organizzando per predisporre i piani regionali con le istruzioni da fornire agli istituti scolastici.

Il Veneto punta su tre azioni:

  • un’indagine sulla dimensione delle aule e, quindi, un layout su quanti alunni, rispetto alla loro metratura e alle linee guida nazionali, potrebbero contenere;
  • l’organizzazione interna dell’insegnamento rispetto alle risorse umane disponibili;
  • gli interventi da realizzare nelle diverse strutture di edilizia chiamata “leggera”.

Come riportato sul sito Polesine24.it, la direttrice Palumbo ha fatto notare come il tempo a disposizione per trovare soluzioni adeguate sia davvero poco. “Sono stati stanziati 330 milioni di euro per gli enti locali attraverso il Pon-Fesr per interventi di edilizia leggera – ha sottolineato Palumbo – e il termine ultimo per le domande per accedere alla graduatoria è il 3 luglio. Se entro metà luglio fossero approvati i progetti, nella seconda metà del mese potrebbero arrivare i fondi e ci sarebbe un mese circa per effettuare i lavori. Ma è evidente che sarà il caso di fare solo quelli che si è certi di ultimare entro l’inizio dell’anno scolastico, altrimenti si creerebbe un ulteriore aggravio per l’inagibilità delle aule oggetto di intervento”.

Il Veneto sta studiando tutte le soluzioni possibili, compresa quella della collaborazione fra dirigenti scolastici nei casi in cui gli istituti scolastici siano vicini e sia possibile “prestarsi” le aule. Nei comuni più piccoli, come illustrato dalla dirigente territoriale, si interverrà con l’organico. La Dad potrebbe essere adottata solo in assenza di qualsiasi altra soluzione.

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