Il trasferimento per incompatibilità ambientale è rimesso alla discrezionalità della PA

Stampa
organi collegiali

Diversi i contenziosi che riguardano l’impugnazione di trasferimento del personale scolastico per incompatibilità ambientale e contestati spesso come atti punitivi di natura disciplinare, ma la giurisprudenza va detto che oramai pare essere orientata sul fatto di non ritenerli come atti di natura disciplinare e non soggetti pertanto alla disciplina del procedimento disciplinare.

Il fatto

La Cassazione Civile Ord. Sez. 6 con provvedimento Num. 1551 del 2021 affronta il caso di un ricorso proposta da un DSGA contro la sentenza del Tribunale che aveva rigettato la domanda proposta dall’appellante volta ad ottenere la declaratoria di illegittimità del decreto di trasferimento dalla sede di servizio, ad altra scuola nella stessa città. Come si legge negli atti a fondamento della decisione la Corte ha rilevato che nel ricorso introduttivo del giudizio il ricorrente non aveva dedotto la violazione della disciplina sui trasferimenti contenuta nel C.C.N.L. per il personale della scuola, sicché la questione posta nel primo motivo di appello era inammissibile per la sua assoluta novità; ha poi condiviso il giudizio espresso dal primo giudice sulla natura non disciplinare del trasferimento, dovuto ad incompatibilità ambientale e rimesso pertanto alla valutazione discrezionale dell’amministrazione circa la sussistenza delle esigenze tecniche, organizzative e produttive; contro la sentenza proponeva ricorso per cassazione il dipendente.

Il trasferimento per incompatibilità ambientale è rimesso alla discrezionalità della PA

“La deduzione della violazione delle norme della contrattazione collettiva – Comparto scuola, in tema di trasferimenti, senza tuttavia precisare in che modo l’omessa considerazione della normativa collettiva avrebbe inciso sulla decisione della Corte territoriale e sulla ratio che la sostiene, costituita dall’accertata sussistenza delle esigenze tecniche, organizzative e produttive – la cui valutazione è rimessa alla discrezionalità dell’amministrazione – idonee a giustificare il trasferimento per incompatibilità ambientale; da tale incompleta e generica allegazione non è dato desumere non solo quale sia il contenuto effettivo delle norme invocate che la corte non avrebbe applicato ma, soprattutto, in che modo la loro applicazione avrebbe comportato un risultato decisorio diverso e contrario rispetto a quello adottato dalla Corte territoriale, il che impedisce a questa Corte di valutare la decisività dell’ error in procedendo eventualmente commesso dal giudice del merito; l’esame degli elementi di fatto trascurati dal giudice di merito avrebbe potuto, con relativa certezza, giustificare una decisione diversa da quella adottata; conclusivamente, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile”.

Stampa

Acquisisci 6 punti con il corso Clil + B2 d’inglese. Contatta Eurosofia per una consulenza personalizzata