Il “Superiore” e le nuove forme di devianza; non solo “bullismo e cyberbullismo”, dunque, per regolamentare gli interventi nelle scuole: in allegato un regolamento tipo

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Gli episodi di violenza per bullismo e cyber bullismo a scuola sono aumentati, purtroppo, in maniera esponenziale: Vuoi, talvolta, anche la complicità che ne hanno i social. Social che di per sé non fanno nulla se non determinare una veicolazione più veloce di notizie, immagini e video. Questi episodi hanno spinto (più di quanto già non lo avesse bene fatto) il legislatore a intervenire con urgenza per migliorare il clima relazionale all’interno delle istituzioni scolastiche e prevenire il fenomeno, contrastandolo. Numerosi gli atti di regolamentazione emanati nel tempo, la più importante la Legge 71/2017, recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyber bullismo” e l’obbligo per le istituzioni scolastiche di perfezionare il Regolamento d’Istituto con peculiarità riferite a condotte legate al cyber bullismo. Come sottolinea il preside Vincenzo Caico, dirigente scolastico del Liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone (GO) “gli atti di bullismo sono programmati perché diretti a procurare nocumento e riprodotti nel tempo nei confronti della o dalle persone valutate incapaci di difendersi”.

La letteratura sulla devianza

Il fenomeno della devianza ha un esteso volume di letteratura organizzato in disparati gruppi di studi su varie tipologie peculiari che producono inquietudine sociale. Sebbene molto ricca, la letteratura scientifica esistente è ridotta in termini di focus. La maggior parte delle letterature hanno uno sfondo scientifico radicato nelle scienze sociali, come ad esempio, la psicologia, la sociologia, la criminologia, scienza molto presente in ogni tipologia di analisi e, molto spesso, la comunicazione. Queste letterature scientifiche interessano, ad esempio

  • la devianza positiva
  • la devianza a scuola e nei contesti di comunità
  • l’uso di sostanze stupefacenti.

Altri tipi di devianza che, nel caso specifico, è necessario prendere in esame sono:

  • reati sessuali
  • devianza sessuale
  • crimini dei figli dei cosiddetti colletti bianchi
  • tipi di aggressione
  • disturbi antisociali negli adolescenti
  • devianza sociale
  • delinquenza e criminalità informatica.

Le condotte sul tema della devianza offline e online

Forme specifiche di devianza offline sono:

  1. uso di droghe
  2. abuso di alcol
  3. violenza
  4. violenza da appuntamento
  5. aggressione sessuale
  6. fantasie sessuali devianti
  7. comportamenti sessuali illeciti
  8. devianza sessuale
  9. abusi rituali sui minori
  10. esposizione alla pornografia
  11. autolesionismo.

Invece, tra i diversi tipi di devianza online, abbiamo:

  1. la radicalizzazione basata su Internet
  2. la devianza sessuale online
  3. il cyberbullismo adolescenziale
  4. il comportamento negativo degli utenti online
  5. abuso di cyber incontri
  6. social spamming.

In “presenza” o “on-line”? La violenza anche attraverso i social

La capillarizzazione dell’uso delle tecnologie ha fatto sì, come ampiamente e ripetutamente definito, che accanto al bullismo “in presenza” la manifestazione del cyber bullismo, ovvero quella forma di bullismo che viene esercitata attraverso la rete, si radicasse sempre più per via del pessimo utilizzo dei social (in tutte le sue poliedriche sfaccettature) e dello smartphone. Il cyberbullo utilizza, nei suoi comportamenti (ripetuti) aggressivi e molestatori, o l’indirizzo mail o il numero del cellulare della vittima per bersagliarla con messaggi anonimi, modificando i mezzi elettronici di comunicazione in ben specificati strumenti di tortura più invasivi di ciò che, invece, accade, in presenza, ad opera del bullo. Difatti, prima ancora della rete, gli atti di bullismo finivano nel momento in cui la vittima si allontanava dall’ambiente in cui si trovava, ad esempio la scuola. Con questo nuovo potentissimo fenomeno, all’opposto, la violenza per il tramite dei social e la rete non comprende e non definisce limiti di spezio o di tempo.

La vittima di episodi di bullismo e cyber bullismo

La vittima di episodi di bullismo e cyber bullismo può essere di tipo passivo o aggressivo. La vittima passiva sopporta le violenze (talvolta i comportamenti aggressivi) senza avere la forza di difendersi, è preoccupata, sfiduciata, sovente ha forme di reazione che sfociano nel pianto, serrandosi in se stessa e ha poca autostima. Nella vittima aggressiva, all’opposto, allo stato d’ansia si unisce l’aggressività come risposta alle prepotenze. La vittima aggressiva nella maggior parte dei casi è un soggetto iperattivo, sovente con problemi di concentrazione, irritabilità e nervosismo e dunque, nella maggior parte dei casi, isolato da alcuni o, peggio ancora, da tutti i compagni. La vittima aggressiva pur mostrando stati depressivi, preoccupazione sociale e una troppo bassa autostima non si differenzia dai bulli per la condotta aggressiva e, conseguentemente, antisociale. Gli effetti da atti di bullismo e di cyber bullismo a carico delle vittime sono uno stato d’ansia molto presente e preoccupante, l’abbandono e la dispersione scolastica, atti lesivi, molto spesso, autodeterminati, ricorrenti pensieri al suicidio e risposte violente verso il bullo. La scuola, le nostre istituzioni scolastiche, non possono e non devono sottovalutare questi eventi, devono impegnarsi con determinazione ad esaminarli, ad analizzarli e ad affrontarli conformemente a quanto disposto dalla Legge 71 del 2017.

Protocollo bullismo, cyberbullismo e nuove forme di devianza

In allegato il “Protocollo bullismo, cyberbullismo e nuove forme di devianza” del Liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti”  di Monfalcone (GO) guidato magistralmente dal Dirigente Scolastico prof. Ing. Vincenzo Caico.

PROTOCOLLO BULLISMO, CYBERBULLISMO E NUOVE FORME DI DEVIANZA

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