Il ruolo della scuola e la sua etica: welfare o istruzione? Lettera


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Inviato da Gaetano Matina – Dopo aver letto le dichiarazioni della ministra dell’istruzione Azzolina in merito al rientro a scuola degli alunni a settembre ed allo svolgimento degli esami di maturità, alcuni interrogativi sono d’obbligo.

Condivido la non praticabilità del rientro con le classi pollaio, aspetto tra l’altro presente da tempo nella nostra comunità educante ma per quanto concerne il rientro, specie dei bambini della scuola primaria, avrei alcune perplessità. Il problema non è soltanto la mascherina o la distanza sociale, aspetto veramente preoccupante in una fascia d’età ove il contatto fisico e la vicinanza talvolta è determinante e inevitabile bensì la risposta alle famiglie.

Una risposta doverosa considerato il periodo particolare ma bisogna cambiare prospettiva nel merito. Noi insegnanti, di ogni ordine e grado, da sempre ci prodighiamo in equilibrismi didattici al fine di includere e coinvolgere gli alunni, con la DaD ne stiamo dando prova, in un mare magnum in evoluzione ci siamo ritagliati un importante segmento sociale ed educativo, forti della nostra etica in un contesto in continuo divenire e stiamo dando delle risposte.

Ma siamo sicuri che in pieno periodo emergenziale è così semplice fare scuola in presenza correndo dei rischi di proporzioni importanti? La scuola presso cui lavoro è in provincia di Parma, zona rossa purtroppo presa d’assalto dal virus e vorrei capire con quale etica gli insegnanti dovranno dare delle risposte.

Vorrei dare da collega delle risposte ai colleghi a rischio, che vivono con persone a rischio, immunodepressi, alle loro famiglie, alle famiglie dei nostri alunni.

La ministra, in merito agli esami di maturità imminenti non teme certificati medici da parte dei docenti per evitare il contagio perché crede fortemente nella loro etica ed ha fiducia. Ebbene, noi docenti siamo grati per questa considerazione, ma vorrei capire se la nostra etica derivi dal mettere a repentaglio la nostra salute e contempli tali incognite per dare delle risposte. La nostra etica è l’insegnamento, la libertà d’insegnamento, l’empatia, la passione. La nostra etica non può contemplare dei rischi per la comunità educante. Non possiamo dare delle risposte.

Pertanto mi chiedo: la scuola è welfare o istruzione?

Dobbiamo e vogliamo capire il nostro ruolo e se il rischio contagio e la tutela della salute fanno parte della nostra etica o della loro etica. Non ci tranquillizza affatto che si parli di comitati tecnici o scientifici, siamo ben consapevoli che il rischio c’è ed è ancora alto.

Necessita un confronto, una riflessione, anche noi siamo delle famiglie.

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