Lo studente Patrick Zaki sarà scarcerato, ma non è stato assolto. Rischia condanna a 5 anni

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Patrick Zaki sarà scarcerato “anche se non è stato assolto” dalle accuse: ecco la decisione dei giudici al termine dell’udienza a Mansura. Non si sa al momento quando Zaki sarà scarcerato, se nella stessa giornata di oggi oppure nei prossimi giorni. 

Rischia una condanna fino a cinque anni di reclusione.

Zaki, 30 anni, è stato da poco trasferito dal carcere cairota di Tora, dove ha trascorso quasi tutta la sua custodia cautelare, ad una prigione di Mansura.

Patrick è uno studente egiziano del Master europeo in studi di genere “Gemma” dell’Università di Bologna. L’11 gennaio 2021 la città di Bologna ha conferito a Zaki la cittadinanza onoraria.  Cadute le accuse più gravi di incitamento al “rovesciamento del regime”, l’accusa ora è di “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese” riferita ad alcune frasi scritte sui social in difesa della minoranza copta.

Patrick Zaki, dall’arresto al processo: la storia dello studente in carcere in Egitto

Patrick era stato arrestato il 7 febbraio del 2020 tornando in Egitto per una vacanza e i 19 mesi di custodia erano stati giustificati con accuse di propaganda sovversiva fatta attraverso dieci post su Facebook.

Il rinvio a giudizio è avvenuto invece per “diffusione di notizie false dentro e fuori il Paese” sulla base di tre articoli scritti da Zaki, tra cui uno del 2019 sui cristiani in Egitto perseguitati dall’Isis e discriminati da frange della società musulmana.

Il giovane viene fermato in aeroporto e, secondo le denunce di attivisti e legali, viene sottoposto a torture durante un interrogatorio su questioni legate al suo lavoro e al suo attivismo per i diritti Lgbt.

La formalizzazione dell’arresto in Egitto arriva il giorno dopo, l’8 febbraio, quando il ricercatore compare a Mansoura, sua città natale, in stato di arresto per un mandato di cattura emesso nel 2019. Per lui vengono stabiliti 15 giorni di custodia cautelare, mentre con una petizione su Change.org inizia la mobilitazione internazionale per chiederne la liberazione.

A oggi la petizione, che chiede anche al governo di concedere a Zaki la cittadinanza italiana per “meriti speciali”, ha raggiunto le 274mila firme. È una delle più firmate della piattaforma.

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