Il rettore dell’Università di Bologna contro le prove d’ingresso da remoto: “Troppi furbetti, vogliamo una selezione equa e giusta”

WhatsApp
Telegram

L’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna si distingue per una decisione radicale: l’addio ai test di ingresso online. Il rettore, Giovanni Molari, ha annunciato che, a partire dal prossimo anno accademico, l’università accetterà solamente gli studenti che avranno sostenuto i test Tolc in presenza, ponendo fine alla pratica dei test di ammissione da remoto instaurata durante il periodo pandemico.

La scelta nasce dall’esigenza di garantire equità e qualità nella selezione degli studenti, in risposta ai dubbi sollevati sui test a distanza, che secondo Molari non assicurano la giustezza del processo di ammissione. La decisione mira a eliminare le disparità e le frodi accertate negli ultimi anni, causate dalla facilità di copiare o di ricevere aiuti esterni durante i test online.

L’Università di Bologna, con una storia che la rende il più antico ateneo del mondo occidentale, ha osservato anomalie e irregolarità nei risultati dei test online, spingendo il rettore a sollevare la questione già in passato, senza però trovare il sostegno sperato all’interno della Conferenza dei Rettori. Nonostante ciò, Molari ha proseguito nella sua crociata per la trasparenza, riuscendo a ottenere graduatorie separate per i test sostenuti in presenza e a distanza.

La richiesta di due graduatorie differenziate, una per i test Tolc svolti in presenza e una per quelli online, è stata una delle principali battaglie del rettore, finalizzata a dare alle università la libertà di scegliere quali risultati prendere in considerazione per l’ammissione. L’approccio si è reso necessario in quanto, nonostante la preferenza per i test in presenza, l’ateneo si è trovato a dover accettare anche coloro che avevano superato il test online, a causa di una graduatoria unica.

La decisione dell’Università di Bologna si pone come un importante precedente nel panorama accademico italiano, segnalando una possibile svolta verso metodi di selezione più rigorosi e giusti. Sebbene i test online rimangano un’opzione per gli studenti internazionali e extra UE, per via delle difficoltà logistiche, tutti gli altri candidati dovranno presentarsi in aula per sostenere il test. Con 84mila domande e 26mila immatricolati, l’esigenza di una selezione imparziale e trasparente è più sentita che mai.

WhatsApp
Telegram

Prova orale concorso docenti secondaria 1° e 2° grado: come affrontarla in maniera efficace. III edizione, con esempi e UdA