Il reclamo avverso l’esclusione dalle graduatorie dei beneficiari del diritto allo studio: scarica modello modulo

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In queste ore gli Ambiti Territoriali stanno pubblicando le graduatorie provvisorie relative alla concessione dei benefici di cui al D.P.R. 23 agosto 1988, n. 395 recante “Norme risultanti dalla disciplina prevista dall’accordo intercompartimentale, di cui all’art. 12 della Legge 29 marzo 1983, n. 93, (Legge quadro sul pubblico impiego), relativo al triennio 1988-90. (Pubblicato sul S.O. alla G.U. n. 212, Serie generale, del 9 settembre 1988)”.

Numerosi i casi in cui è necessario fare reclamo avverso la graduatoria. Alcuni errori riconducibili alle scuole che non hanno inoltrato in tempo (alcune l’hanno proprio dimenticato) le domande inviate in tempo dai docenti.

Perché fare reclamo
Numerosi i casi in cui è necessario fare reclamo, direttamente agli uffici dell’Ambito Territoriale che hanno emesso il provvedimento, avverso la graduatoria e, nello specifico:

  1. Perché il docente risulta escluso dalla graduatoria con la motivazione;
  2. Perché il docente risulta escluso senza motivazione;
  3. Perché il docente non risulta in alcun modo inserito;
  4. Per errori materiali dovuto alla compilazione della graduatoria;
  5. Per errori materiali riconducibili alla compilazione della domanda.

In caso di errori riconducibili alle scuole, è bene che esse si organizzino subito, in quanto eventuali danni al docente o al personale ATA richiedente, sono comunque e solo riconducibile a loro. Specie nel caso di docenti frequentanti i corsi di specializzazione di sostegno che richiedono un addizionale impegno per la componente laboratoriale antimeridiana.

La tempistica
State attenti alla data di pubblicazione evincibile dal numero di protocollo elettronico posto in alto a sinistra e non tanto alla data del documento. Spesso le due date non coincidono e, per ogni ricorso o reclamo, è valida la data del protocollo elettronico. Accertatevi che il documento sia pubblicato sul sito dell’USP o Ambito Territoriale e che la scuola ve ne abbia dato comunicazione con circolare interna. Avete solo 5 giorni per proporre reclamo avverso la graduatoria con formale inoltro all’Ambito Territoriale. Se si risulta esclusi (il vostro nome non risulta affatto presente) fareste bene, nel frattempo, a contattare la Segreteria del vostro istituto e il vostro dirigente scolastico. Potrebbero aver dimenticato di inoltrare la domanda (cosa deprecabile e con gravi ripercussioni disciplinari per chi ha omesso un diritto costituzionalmente garantito, in questo caso lo studio). A voi basta avere la prova dell’inoltro della domanda ad uno degli indirizzi mail degli uffici preposti di segreteria o al dirigente scolastico. In tempo di pandemia, nessuna scuola, può imporvi di presentare la domanda in presenza, valendo, per legge, ogni forma di comunicazione/inoltro con/agli uffici del vostro istituto. Per testimoniare l’inoltro basta la copia dell’invio. Nessun istituto negherà d’aver ricevuto la domanda; un mediocre esperto informatico rintraccerebbe, in pochi secondi, la mail inoltrata anche se cancellata. La scuola, in questo caso, farebbe bene ad attivarsi, celermente per la tutela del diritto costituzionale.

Diritto allo studio e permessi retribuiti
In che cosa consiste il diritto allo studio?
Al fine di garantire il diritto allo studio sono concessi permessi straordinari retribuiti, nella misura massima di centocinquanta ore annue individuali.
I permessi sono concessi per la frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio in corsi universitari, postuniversitari, di scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute, o comunque abilitate al rilascio di titoli di studi legali o attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento pubblico.
Nella concessione dei permessi vanno osservate, garantendo in ogni caso le pari opportunità, le seguenti modalità:

  • i dipendenti che contemporaneamente potranno usufruire, nell’anno solare, della riduzione dell’orario di lavoro, non dovranno superare il tre per cento del totale delle unità in servizio all’inizio di ogni anno, con arrotondamento all’unità superiore;
  • a parità di condizioni sono ammessi a frequentare le attività didattiche i dipendenti che non abbiano mai usufruito dei permessi relativi al diritto allo studio per lo stesso corso;
  • il permesso per il conseguimento dei titoli di studio o di attestati professionali può essere concesso anche in aggiunta a quello necessario per le attività formative programmate dall’amministrazione.

I turni di servizio compatibili con le attività e con i corsi di studio
Il personale interessato ai corsi ha diritto, salvo eccezionali ed inderogabili esigenze di servizio, a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non è obbligato a prestazioni di lavoro straordinario o durante i giorni festivi e di riposo settimanale.
Il conseguimento di un significativo accrescimento della professionalità del singolo dipendente, documentato dal titolo di studio o da attestati professionali conseguiti, costituirà titolo di servizio da valutare secondo le norme degli ordinamenti delle amministrazioni di appartenenza.
Il personale interessato alle attività didattiche è tenuto a presentare alla propria amministrazione idonea certificazione in ordine alla iscrizione ed alla frequenza alle scuole ed ai corsi, nonché agli esami finali sostenuti. In mancanza delle predette certificazioni, i permessi già utilizzati vengono considerati come aspettativa per motivi personali.
In sede di contrattazione di comparto e decentrata potranno essere definite, ove necessario, ulteriori modalità applicative e/o particolari per la partecipazione e la frequenza ai corsi di cui al presente articolo ed ulteriori discipline per rispondere alle esigenze specifiche dei singoli comparti.

C.M. 5 aprile 1989, n. 31787/8.93.12 di prot., (Funzione pubblica)
L’art. 3 del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 395, recante: “Norme risultanti dalla disciplina prevista dall’accordo intercompartimentale di cui all’articolo 12 della Legge-quadro sul pubblico impiego art. 12 della Legge 29 marzo 1983, n. 93, relativo al triennio 1988/90”, garantisce il diritto allo studio al personale ricompreso nei comparti di contrattazione collettiva determinati con il D.P.R. 5 marzo 1986, n. 68.
La nuova disciplina relativa al diritto allo studio consente alle pubbliche amministrazioni di concedere al personale dipendente permessi straordinari retribuiti nella misura massima di 150 ore annue individuali.
La normativa non riguarda i dirigenti dello Stato e categorie equiparate ed assimilate, i dirigenti degli enti pubblici di cui alla Legge 20 marzo 1975, n. 70, i magistrati, il personale della carriera diplomatica, gli avvocati ed i procuratori dello Stato, i professori universitari, i militari il cui trattamento costituisce riserva di Legge nonché il personale della Polizia di Stato. L’istituto del diritto allo studio è finalizzato all’accrescimento della formazione culturale e professionale del dipendente e ha il suo fondamento anche nell’interesse dell’amministrazione. Peraltro, l’esigenza di assicurare il regolare svolgimento dei servizi ha imposto di contenere in limiti predeterminati il numero dei dipendenti ammissibili contemporaneamente a fruire, nell’anno solare, della riduzione dell’orario di lavoro e di definire alcune modalità procedurali che le amministrazioni debbono seguire nel concedere i permessi in questione. In relazione alle suddette considerazioni, la concessione dei permessi e delle altre agevolazioni nella prestazione di lavoro, non può che riferirsi all’unità amministrativa nell’ambito della quale dovranno essere effettuate le modifiche organizzative necessarie a sopperire al temporaneo minore apporto operativo e funzionale dei dipendenti ammessi al beneficio.

La domanda con la quale si richiede il permesso
Ogni dipendente interessato deve, pertanto, rappresentare in tempo utile il proprio intendimento ed avanzare richiesta specificando la durata dei permessi da utilizzare nel corso dell’anno in relazione al prevedibile impegno di frequenza del corso prescelto.
La selezione, qualora le richieste siano in numero superiore al contingente, dovrà essere effettuata garantendo, in ogni caso, le pari opportunità ed il rispetto della modalità di rotazione per lo stesso corso, tenendo presenti le esigenze derivanti dalle attività formative programmate dall’Amministrazione e dando rilevanza al conseguibile accrescimento della formazione culturale e professionale del dipendente.

I corsi devono svolgersi realmente e il dipendente deve consegnare la certificazione
L’effettivo svolgimento dei corsi costituisce l’elemento di riferimento per la fruizione dei permessi la cui durata complessiva, si ripete, non può superare le 150 ore annue per ciascun dipendente in esse compreso il tempo necessario per raggiungere la sede di svolgimento dei corsi.
In caso di mancata presentazione da parte del dipendente di idonea certificazione in ordine all’iscrizione ed alla frequenza dei corsi nonché agli esami finali sostenuti, i periodi di permesso utilizzati sono considerati come aspettativa ai sensi, dell’art. 69 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3 – testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato – o giustificati in base ad analoghi istituti previsti dagli ordinamenti di appartenenza con l’implicazione dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere al recupero delle competenze fisse dalla stessa corrisposte per detti periodi.

C.M. 24 ottobre 1991 Pubblica Istruzione, n. 319
Presentazione delle domande per il tramite del capo d’Istituto
La domanda di concessione dei permessi straordinari retribuiti di cui alla presente circolare deve essere presentata, per quanto riguarda i direttori dei conservatori e delle accademie e i direttori amministrativi, al capo dell’ispettorato per l’istruzione artistica, per il personale docente e A.T.A. dei conservatori e delle accademie, al direttore delle relative istituzioni, per il personale direttivo al provveditore agli studi competente per il territorio, per tutto il restante personale, per il tramite del capo d’istituto, al provveditore agli studi della provincia in cui si trova la sede di servizio, entro il 15 novembre di ogni anno, a pena di decadenza.
La domanda, redatta in carta semplice, deve contenere, unitamente alla esplicita richiesta di concessione dei permessi straordinari retribuiti di cui all’art. 3 del D.P.R. n. 395/1988, i seguenti dati:

  • nome, cognome, luogo e data di nascita;
  • tipo di corso;
  • durata dei permessi da utilizzare nel corso dell’anno solare in relazione al prevedibile impegno di frequenza del corso prescelto;
  • per il personale docente, ruolo di appartenenza e sede di servizio;
  • per il personale educativo, sede di servizio;
  • per il personale A.T.A., il profilo professionale e la sede di servizio;
  • per il personale direttivo, la sede di servizio;
  • l’anzianità complessiva di servizio di ruolo;
  • il possesso dei requisiti di precedenza;
  • l’anzianità di servizio può essere documentata con dichiarazione personale, resa ai sensi della Legge 4 gennaio 1968, n. 15.

La domanda deve essere sottoscritta dall’interessato e la firma autenticata dal capo dell’istituzione scolastica o educativa in cui il richiedente presta servizio.
Per il personale direttivo la firma sarà autenticata dal provveditore agli studi.

La graduatoria
Il capo dell’Ispettorato per l’istruzione artistica, i provveditori agli studi e i direttori dei conservatori e accademie ricevono le domande e provvedono a formare una graduatoria dei richiedenti, distinta secondo i criteri di cui al punto 1), sulla base dei seguenti parametri, indicati in ordine di priorità:

  • frequenza di corsi finalizzati al conseguimento del titolo di studio proprio della qualifica di appartenenza;
  • frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di un titolo di studio di istruzione secondaria di I e II grado o di un diploma di laurea o titoli equipollenti;
  • frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di titoli di studio di qualifica professionale, di attestati professionali riconosciuti dall’ordinamento pubblico, ivi compresi i corsi di specializzazione per l’insegnamento su posti di sostegno;
  • frequenza di corsi finalizzata al conseguimento di titoli di studio in corsi post-universitari;
  • frequenza di corsi finalizzati al conseguimento di altro titolo di studio di pari grado a quello già posseduto;
  • anzianità di ruolo;
  • età.

La concessione dei permessi
I permessi verranno concessi in base alla graduatoria come sopra specificata e fino alla concorrenza del contingente determinato.
A parità di condizioni sono ammessi a frequentare le attività didattiche i dipendenti che non abbiano mai usufruito dei permessi relativi al diritto allo studio per lo stesso corso.
I provvedimenti formali di concessione dei permessi dovranno essere predisposti, per quanto riguarda i direttori dei conservatori e delle accademie e i direttori amministrativi, dal capo dell’ispettorato per l’istruzione artistica; per il personale direttivo dal provveditore agli studi; per il restante personale dai capi d’istituto sulla base delle autorizzazioni concesse con riferimento alle competenze di cui al punto 1), entro il 15 dicembre di ogni anno.

Durata dei permessi – Certificazione
I permessi straordinari retribuiti sono concessi nella misura massima di 150 ore annue individuali per ciascun dipendente, ivi compreso il tempo necessario per raggiungere la sede di svolgimento dei corsi, e sono rinnovabili, con priorità rispetto agli altri richiedenti, per tutta la durata del corso prescelto. Essi decorrono dall’1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
La certificazione relativa alla frequenza dei corsi e/o agli esami finali sostenuti va presentata al capo d’istituto della scuola di servizio, ove possibile, subito dopo la fruizione del permesso e, comunque, non oltre il termine di ciascun anno solare. I medesimi capi di istituto riscontrano la corrispondenza tra i periodi di frequenza indicati nella certificazione e i periodi di permesso di cui ha usufruito l’interessato.

Sostituzione del personale
In merito alle modalità di sostituzione del personale beneficiario dei permessi di cui alla presente circolare si richiamano le disposizioni contenute nella allegata circolare del ministro per la funzione pubblica C.M. 5 aprile 1989, prot. n. 31787/8.93.12 secondo la quale vanno previste misure di carattere organizzativo “necessarie a sopperire al temporaneo minor apporto operativo e funzionale dei dipendenti ammessi al beneficio e quindi tali da evitare il ricorso ad assunzione di personale supplente temporaneo”.
Ne consegue che, in coerenza con le suddette indicazioni, nel caso di personale assente in quanto beneficiario dei permessi straordinari retribuiti di cui all’art. 3 del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 395, trovano applicazione le disposizioni attualmente vigenti in tema di sostituzione di personale della scuola.
A tal proposito si richiama, comunque, per il personale docente l’ordine di priorità indicato nella circolare di questo gabinetto C.M. 23 settembre 1988, n. 266 .

Le sostituzioni nella scuola primaria
Per quanto attiene in particolare alla scuola primaria, in ragione della peculiarità didattica e formativa sottolineata dalla riforma degli ordinamenti (Legge n. 148/1990), le assenze derivanti dalla frequenza dei corsi suddetti sono consentite:

  • se superiori a cinque giorni, alla condizione di effettuare la sostituzione del docente con altro insegnante titolare soprannumerario o comunque a disposizione;
  • se inferiore a cinque giorni ovvero per le assenze orarie, oltre l’utilizzazione sopra detta, sono da tener presenti anche le disposizioni attuative dell’art. 9, comma 5, della Legge n. 148/1990.

Il reclamo
Si allega un format di reclamo da inoltrare all’Ambito Territoriale con posta certificata e copia del documento di identità all’indiritto di posta certificata dell’Ufficio che, solitamente, è indicato nel decreto di accompagnamento alla graduatoria.
Il documento di reclamo va firmato e completato in ogni sua parte.
Se avete contattato gli Uffici del Vostro Istituto che si sono resi disponibili a risolvere una eventuale esclusione dovuta ad una loro dimenticanza, ringraziate sempre (perché è inusuale una disponibilità degli uffici) ma non dimenticate, comunque, che dovete, ugualmente, inoltrare il documento di reclamo.

MODULO DI RECLAMO DIRITTO ALLO STUDIO 150 ORE

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