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Il progetto “… e l’arte salverà il mondo” e 10 musei da visitare stando a casa [INTERVISTA]

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Ormai è chiaro a tutti che Didattica a Distanza e Didattica in Presenza non sono la stessa cosa e mai cosa è più vera per l’educazione artistica, la storia dell’arte, il disegno artistico.

Ma non nel senso immaginato dalla maggior parte dei fautori della didattica in presenza, quanto piuttosto nella direzione opposta. Se, come dice Theodor Adorno, “il compito attuale dell’arte è di introdurre caos nell’ordine” quale migliore occasione, per farlo, di quando, invece, c’è caos, instabilità, parecchia paura e, congiuntamente, una gran voglia di viaggiare nel mondo fantastico della creatività? Perché quel che si ritiene è, sbagliando, che la didattica a distanza non sia in grado di emozionare. Ma l’arte va oltre lo schematismo della tradizione educativa, oltrepassa la sterilità del conformismo metodologico. Scrive Gustave Flaubert che “se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte”. L’arte si impossessa degli alunni e la Didattica a Distanza si fa interprete di una educazione che attraversa le generazioni e se ne impossessa. Perché l’educazione all’arte che con la DaD si fortifica è, al contempo, sia l’inizio di una nuova installazione formativa che il modo per integrare, con le emozioni e la creatività, il patrimonio artistico (unico e irripetibile) dei musei italiani e, con essi, la cultura delle immagini nella loro multiforme spiritualità che anticipa, di centinaia di anni, questo trasferimento obbligato al digitale nel quale, alunni e docenti, lavorano e a studiano. “E integrazione è una parola importante” Paola Nicolin “perché se non altro è solo con l’integrazione che i processi democratici hanno inizio”.

Il museo è scuola

Il ministro Dario Franceschini, come risposta generosa alla richiesta di produzione di contenuti online, ha visto curatori verificare la possibilità di immaginare una nuova forma di consenso artistico (non più i biglietti e le lunghe code ai botteghini). Il museo è, già di per sé, una scuola, una piattaforma da vivere e da gustare; è memoria storica e sociale ma anche capitale artistico e genialità umana; è networking e collettività; il museo è storia dell’uomo e cronologia delle evoluzioni del pensiero; il museo è narrazione e anacronismo.

Elena Foddai, il senso e il piacere dell’arte

Sì, qualcosa è cambiato ma non il senso e il piacere dell’arte come scrive Elena Foddai, una psicologa del lavoro e delle organizzazioni, ormai da anni al servizio dell’arte. Dottore di ricerca, membro dell’Unità di ricerca di Psicologia per le organizzazioni e le istituzioni dell’Università degli Studi di Palermo, docente in master universitari, autrice di una pluralità di pubblicazioni scientifiche e, tra queste, Le emozioni nelle organizzazioni: possiamo davvero ignorarle?, “Posso mostrare quello che provo?” La dissonanza emotiva e i suoi effetti sul benessere, Academic Workload: quando il prof va in sovraccarico, è attivamente impegnata nel campo del service e dell’arte. Un vero punto di riferimento.

La didattica a distanza ha fatto riscoprire il senso e il piacere dell’arte. Sembrerebbe strano ma il moltiplicarsi di eventi, voluti dalle televisioni, dai musei, dagli enti pubblici, dalle gallerie d’arte, dai parchi archeologici, hanno riportato la bellezza al centro dell’attenzione. Come mai?

«Niente come L’arte è in grado di attraversare lo scoramento, la paura, d’Incertezza e smuove le conoscenze.

L’arte è un importante strumento comunicativo che stimola il pensiero e fa emergere aspetti di forza energia e creatività che divengono processi vitali».

Quanto può incidere, nella formazione dei futuri cittadini, una scuola che riproponga una maggiore e più incisiva attenzione all’arte?

«La bellezza che l’arte ci offre è uno strumento importante per il nostro cervello che attiva dei meccanismi di riconoscimento che a loro volta attivano delle emozioni positive. Insegnare a scuola a leggere e a fruire dell’Arte è un viaggio che può non fermarsi mai per il quale si dà ai discenti un biglietto illimitato intorno al mondo».

Che cos’è l’arte? Quale il suo impatto sui bambini e sugli adolescenti?

«L’arte prima di tutto è emozioni e scuote il nostro animo. Tramite l’arte si possono veicolare competenze trasversali come la capacità riflessiva e la capacità critica di cui nostri giovani hanno assoluto bisogno per un buon sviluppo intellettivo».

Lei è la ispiratrice del grande progetto “… e l’arte salverà il mondo”. Si è trattato di uno spazio espositivo non Convenzionale destinato a

«“L’arte salverà il mondo” è un progetto che stiamo facendo all’ospedale Arnas civico di Palermo. L’iniziativa è rivolta non solo ai pazienti dell’Ospedale ma anche alle loro famiglie, le quali hanno bisogno di supporto e di fruire del bello. Tanto quanto i pazienti stessi. Inoltre, l’iniziativa è rivolta a tutto il personale medico para medico e a chiunque vuole godere dell’arte in uno spazio altro, che non sia una galleria o simili».

ElpI gallery è uno spazio museale non convenzionale “in progress” che, quest’anno, compie un anno. Pensa che sia possibile riconquistare il mondo privato della sua “emotività”?

«Abbiamo creato una galleria d’arte in ospedale proprio perché vogliamo raccontare l’arte come motore rigenerativo. Crediamo fortemente nel potere di mitigazione degli effetti stressogeni da parte dell’arte e come questa possa positivamente incidere sul benessere e la sulla salute di chi ne fluisce».

Come può cambiare la scuola se fosse dato più spazio alla creatività?

«La creatività è un valido mezzo per esprimersi e in qualche modo ci dà la possibilità di trasformare la nostra esperienza. Inoltre, poter esprimere la nostra creatività è una motivazione grande che ci spinge a dare il meglio di noi. Il docente che stimola la creatività avrà un’arma vincente con la quale spingere tutti gli alunni a eccellenti traguardi».

Pensa che si possa, comunque, anche se con la Didattica a Distanza, lavorare a percorsi artistici che facciano riscoprire, ai nostri alunni, la bellezza (spesso sconosciuta) del nostro Paese?

«Certamente sì. Vedere delle immagini ha un impatto maggiore rispetto ad un quadro o a un edificio letto attraverso i libri. Anche tramite un video si può fruire del bello».

Può suggerire, ai docenti italiani, un nuovo modo di approcciarsi all’arte?

«Un modo nuovo di approcciarsi all’arte non saprei, perché non è la mia materia. Certamente posso suggerire di considerare maggiormente le emozioni, perché queste sono il vero motore della nostra stessa esistenza. L’arte è sempre una relazione a due tra osservate e osservato da cui nascono delle emozioni, le quali a loro volta generano conoscenza».

Avvicinare l’arte al pubblico. Vale anche per la scuola italiana quella che è stata la mission del progetto lanciato al all’ARNAS Civico di Palermo?

«Con il nostro progetto abbiamo voluto capovolgere il concetto tradizionale di fruizione dell’arte: non è la persona che va a vedere un quadro o un’opera d’arte ma è quest’ultima che va dalle persone. Abbiamo fuso il concetto di “ospedale per tutti” con “arte per tutti”, per noi ha funzionato molto bene e abbiamo avuto grandi riscontri sia per quanto riguarda l’opinione pubblica sia grandi apprezzamenti da parte del pubblico, immagino che questo concetto di arte portata alle persone possa funzionare molto bene anche per la scuola».

Cosa chiedere all’arte al tempo del COVID-19?

«Niente di meno e niente di più quello che già ci dà: emozioni».

L’educazione artistica è curabile? La sua ripetitività basata su cliché obsoleti è curabile? È pensabile completare il mondo dell’educazione e della formazione con quello del museo oltrepassando il modello di subornazione alle mostre, alle propensioni, alle osservazioni accurate e personali del curatore, alle relazioni con il più variopinto mondo dell’immaginazione dei nostri giovani, alle certe esigenze di adeguamento con il sistema originale e imperscrutabile dell’arte?

Alle tante domande potranno rispondere i docenti, i milioni di studenti, quanti scoprono, oggi, un mondo assolutamente nuovo e meraviglioso. Un mondo oltre il libro.

I musei in un click

Ecco i link per accedere a 10 musei da visitare stando a casa: tour virtuali e collezioni online.

1. Pinacoteca di Brera – Milano https://pinacotecabrera.org/

2. Galleria degli Uffizi – Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

3. Musei Vaticani – Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

4. Museo Archeologico – Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/

5. Prado – Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

6. Louvre – Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

7. British Museum – Londra https://www.britishmuseum.org/collection

8. Metropolitan Museum – New York https://artsandculture.google.com/explore

9. Hermitage – San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj

10. National Gallery of art – Washington https://www.nga.gov/index.html

11. Museo di Biella – Biella www.museo.comune.biella.it

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