Il progetto da cui nascerà il libro scritto da studenti e detenuti. L’iniziativa ad Asti

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Un progetto innovativo unisce gli studenti dell’Istituto Monti di Asti con i detenuti della casa di reclusione della città. Insieme, daranno vita a un libro dalla doppia copertina e dalla doppia lettura, “Una penna a due mani”.

Un libro, due storie

Il volume sarà diviso a metà: da una parte i testi degli studenti, dall’altra quelli dei detenuti. Ad ogni pagina corrisponderà, sul lato opposto, un testo simile per genere letterario e tema affrontato. Le due “voci” si incontreranno nelle pagine centrali, dove due disegni speculari raffigureranno le stanze di uno studente e di un detenuto: una dentro le mura del carcere, l’altra fuori.

Un progetto di formazione e incontro

Come segnala La Nuova Provincia, il progetto, finanziato da un bando regionale, prevede per gli studenti incontri di formazione. Due lezioni si sono già svolte: la prima sulla situazione del carcere di Asti, la seconda sulla figura del detenuto. Ad aprile, i ragazzi incontreranno i detenuti-scrittori in carcere per scambiare i manoscritti dei loro testi.

Oltre il carcere: teatro e cultura

Il 20 marzo, gli studenti assisteranno allo spettacolo teatrale “Fine pena ora” insieme ai detenuti coinvolti nel progetto. Un’occasione per unire cultura e riflessione sulla condizione carceraria.

Un ponte tra città e carcere

Il progetto “Una penna a due mani” vuole creare un ponte tra la città e il carcere, favorendo lo scambio culturale e la conoscenza reciproca. La direttrice della casa di reclusione, Giuseppina Piscioneri, ha sottolineato l’importanza di questa sinergia per il reinserimento sociale dei detenuti.

Un libro che unisce e dona speranza

“Una penna a due mani” è un progetto ambizioso e significativo. Un libro che non solo rappresenta un’esperienza di scrittura collettiva, ma che diventa simbolo di speranza e di un futuro possibile, oltre le mura del carcere.

Sostegno e partecipazione

L’associazione Effatà, promotrice del progetto, invita la cittadinanza a seguire e sostenere l’iniziativa. Un modo per dare voce a chi spesso è invisibile e per contribuire a costruire una società più inclusiva e umana.

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