Il processo di valutazione degli studenti prima e dopo il Covid

In questi giorni, prima dell’inizio dell’anno scolastico 2020/2021, i docenti sono impegnati a definire il Piano di Lavoro annuale disciplinare che accompagnerà il percorso dei loro studenti

L’accoglienza degli alunni, soprattutto di quelli in ingresso, a qualsiasi ordine e grado essi appartengano, rappresenta il primo step di partenza del primo giorno di scuola. Faranno seguito i cosiddetti “test d’ingresso disciplinari”.

Entrambe attività, elaborarle e metterle in pratica, in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo, cambia un po’ tutti gli scenari se si pensa che ogni azione vada rapportata alle indicazioni date dal Comitato tecnico scientifico.

Tutto ciò che dalla teoria deve effettuare il passaggio alla pratica, lascia non pochi spazi alle tante perplessità dei docenti che nella progettazione delle attività di apprendimento stanno pensando anche a come debba avvenire la valutazione degli studenti.

VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI PRIMA DEL COVID

La valutazione degli studenti rappresenta uno strumento importante per il docente, il quale attraverso le verifiche intermedie, periodiche e finali, riesce a percepire il processo di apprendimento del proprio allievo.

Ricordiamo che la normativa di riferimento è Il Decreto legislativo 62 del 2017 attuativo della Legge 107/2015 che ha apportato delle modifiche al processo di valutazione dando nella scuola primaria la priorità all’acquisizione di competenze disciplinari, personali e sociali. Il voto in decimi che veniva attribuito agli alunni per valutarne gli apprendimenti è stato poi sostituito dal giudizio con la Legge del 6 giugno 2020, n. 41 di conversione del Decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, a partire dall’anno scolastico 2020/2021.

Nella scuola secondaria di primo grado attraverso la valutazione delle competenze, gli alunni hanno la possibilità di essere promossi anche se le diverse competenze e conoscenze delle discipline non sono del tutto consolidate o sono in corso di acquisizione. È compito della scuola di attivare percorsi di recupero e consolidamento per il miglioramento dei livelli di apprendimento.

Nella scuola secondaria di secondo grado, la valutazione degli studenti ha per oggetto il loro il processo formativo, il comportamento e i risultati dell’apprendimento. Tali valutazioni devono essere coerenti con gli obiettivi di apprendimento delineati nel Piano triennale dell’offerta formativa (PTOF), con le Indicazioni nazionali per i licei e con le Linee guida per gli istituti tecnici e professionali che definiscono il relativo curricolo, e con i piani di studio personalizzati.

VALUTAZIONE DEGLI STUDENTI DURANTE IL COVID

La valutazione degli studenti alla fine dell’anno scolastico 2019/2020, è stata diversa da quella degli anni precedenti infatti è stata una valutazione subordinata alla didattica a distanza e all’integrazione di altri indicatori quali:

  • La puntualità nel collegamento;
  • la partecipazione, l’impegno e la determinazione;
  • La puntualità nelle consegne;
  • L’autonomia operativa in asincrono;
  • Il cooperative learning.

Il punto di riferimento normativo, è stato sempre il decreto legislativo del 13 aprile 2017, n 62, sebbene il Decreto Cura Italia intervenuto in pieno lockdown, abbia dato a tutti gli alunni la possibilità di accedere alla classe successiva a prescindere dal voto in pagella e prevedendo poi i corsi di recupero a settembre, istituendo i cosiddetti PAI e PIA.

 VALUTAZIONE IN EMERGENZA COVID

La valutazione dell’anno scolastico 2020/2021 fa sempre rifermento al decreto legislativo 62/2017 attuativo della Legge 107/2015 ma il rientro a scuola prevede una didattica in presenza fatta di veti e limitazioni. Abbiamo ribadito che nel processo di apprendimento degli alunni, la valutazione si serva delle verifiche in itinere, sia scritte che orali e poiché il Covid ha trasformato lo spazio classe in un vero enigma, stabilite le regole del distanziamento fisico, l’obbligo di indossare le mascherine, il lavaggio frequente delle mani, il divieto di assembramenti, le certezze lasciano il posto ai quesiti:

  • Come avverranno le somministrazioni delle prove di verifiche scritte?
  • È sicuro il cartaceo o c’è il rischio che le consegne e successive correzioni possano provocare dei contagi?
  • Bisogna limitare il numero periodico di prove da somministrare?
  • Come organizzare l’attività didattica in classe?
  • La lavagna o la Lim, strumenti didattici per verificare anche gli apprendimenti, potranno essere usati o sarà difficile riuscire a mantenere il distanziamento?

Quesiti che possono apparire superflui ma chi vive la scuola sa benissimo che le dinamiche che si sviluppano in classe possono essere molteplici e svariate, così come è lecito per i docenti, essere pervasi da numerosi dubbi, lì dove sentono di non essere tutelati abbastanza e addirittura di essere trattati come dei veri untori.

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia