Il precariato ai tempi del Coronavirus. Lettera

WhatsApp
Telegram
ex

Inviato da Annamaria Blogna – Gentile Redazione di Orizzonte Scuola, sono una professoressa di inglese, precaria dal 2008, assunta a tempo determinato da quattro anni presso un liceo paritario di Torino, dove ogni giorno come molti altri colleghi della Scuola Pubblica svolgo il mio lavoro con passione e dedizione.

Non voglio dilungarmi a raccontarvi la mia storia, perché all’interno del panorama pubblico del precariato italiano, sono una dei tanti.

Vorrei che tramite questa lettera scritta a Voi, il nostro Ministro dell’Istruzione leggesse però le mie parole a rappresentanza di tutte quelle gocce in mezzo al mare che, insieme ai colleghi a tempo indeterminato, stiamo portando avanti la didattica e ci stiamo prendendo cura dei nostri studenti #vicinimadistanti.

Il Ministro della Salute ha sbloccato il problema della carenza di personale medico, un problema che è apparso in tutta la sua drammaticità in questi giorni tristi, rendendo abilitanti le Lauree in Medicina. I medici curano la nostra salute fisica e in questa emergenza la loro presenza è indispensabile. Noi insegnanti curiamo la salute dello spirito e riteniamo che la nostra carenza sia altrettanto un’emergenza, tanto più che la Scuola oggi sta andando avanti grazie alle nostre competenze, alle nostre connessioni internet e di certo non si può fare un distinguo in questo momento storico tra chi, al nostro interno, ha un contratto a tempo indeterminato e chi ogni estate si trova a fare domanda per la Naspi ne tantomeno tra chi lavora in una paritaria e chi in una statale. Non è più questo il momento storico di metterci gli uni contro gli altri a suon di concorsi riservati e iniqui, che valutano le scelte talvolta dettate da necessità come scelte discriminanti. Ci siamo rimboccati tutti le maniche pensando unicamente al Bene comune dei nostri ragazzi e a preservare il loro benessere psico-fisico oltre che fare attenzione ai contenuti e alla didattica. Per cui, Ministro, se mai leggerà queste mie parole che rappresentano il pensiero di molti colleghi, non ci punisca con un Concorso che in questo momento non avremmo la forza di preparare sui libri di testo, tanta è l’attenzione e il tempo che stiamo dedicando a sviluppare competenze sul campo per colmare la distanza fisica che ci separa dai nostri studenti. Da Ministro, ma prima ancora da Insegnante, da Dirigente e da Donna le chiediamo di riconoscerci di diritto quell’abilitazione che ci stiamo prendendo facendo i salti mortali ogni giorno, colmando con un sorriso attraverso uno schermo o con due chiacchiere prima che nel meeting su Zoom si parli di Storia, Latino, Matematica o Filosofia, quel vuoto che rischia di ingoiare questi ragazzi e anche noi. Ho sempre creduto che la Scuola sia un’ Istituzione e che l’Istituzione resiste contro ogni tempesta, si piega ma non si spezza e garantisce un posto sicuro per tutti durante momenti come questi. Lavorandoci ho imparato che la Scuola non crea differenze ma colma baratri, costruisce ponti laddove la società alza barricate o alla meglio crea giovani che i muri li saltano per andare a vedere come si sta dall’altra parte. Spero che Lei, Ministro, la pensi come me e decida di fare la Storia, costruendo un ponte proprio là dove fino a pochi mesi fa si stava alzando una barricata.

RingraziandoVi per l’opportunità e sperando che le mie parole raggiungano la Destinataria, porgo cordiali saluti

WhatsApp
Telegram

Concorso a cattedra ordinario secondaria, il corso Orizzonte Scuola: aggiunte nuove simulazioni di prova orale da scaricare. Simulatore EDISES per la prova scritta. Solo 150 EURO