Il potere del contesto, come legittimare la frustrazione nell’alunno disabile

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Sandra Cioffi – Continuo a chiedermi come sia possibile che le decisioni circa il percorso, le attività, i luoghi e la programmazione debbano passare dall’approvazione o dal beneplacito di colleghi che non sanno neanche cosa vuol dire la Didattica Speciale. Come se l’insegnante di sostegno chieda o pretenda di visionare i metodi e le programmazioni dei colleghi curricolari. E cosa dire del contesto in cui viene inserito l’alunno disabile? Mi viene in mente la “Teoria della finestra rotta”. I criminologi Wilson e Kelling hanno chiamato così una loro ricerca sul potere del contesto.

Sandra Cioffi – Continuo a chiedermi come sia possibile che le decisioni circa il percorso, le attività, i luoghi e la programmazione debbano passare dall’approvazione o dal beneplacito di colleghi che non sanno neanche cosa vuol dire la Didattica Speciale. Come se l’insegnante di sostegno chieda o pretenda di visionare i metodi e le programmazioni dei colleghi curricolari. E cosa dire del contesto in cui viene inserito l’alunno disabile? Mi viene in mente la “Teoria della finestra rotta”. I criminologi Wilson e Kelling hanno chiamato così una loro ricerca sul potere del contesto.

In questa ricerca si descrive il caso di una casa abbandonata. Se qualcuno passando rompe un vetro di una finestra, e questa non viene riparata, chi passa dopo si sente legittimato a rompere altri vetri. Così qualcun altro si sentirà autorizzato a rompere altro, a imbrattare i muri con graffiti e scritte ecc. Successivamente ci sarà qualcun altro che si sentirà legittimato a prenderne possesso ed a utilizzarla come rifugio per attività illecite e così via.

La storia ha una morale: la conseguenza di un vetro rotto, non aggiustato, diventa motivo di degrado di un intero edificio, di una zona, poi di un quartiere. Quindi la prima finestra rotta ha creato un “contesto” dal quale sono partite, a catena, una serie di legittimazioni al degrado di quella casa……

In un contesto diverso, le stesse persone non si sarebbero mai permesse di scagliare una pietra contro una finestra.

Il contesto in cui ci si trova influenza in modo determinante le nostre azioni, settando/impostando una modalità che ci legittima a cambiare le regole riguardo ciò che è consentito e da ciò che non lo è.

Quali sono le azioni ammesse e non ammesse ? Chi crea le regole di comportamento? Quando si dice che l’occasione rende l’uomo ladro cosa vogliamo dire? Che il contesto legittima l’uomo a determinare regole che sarebbero diverse in altro luogo e in altre circostanze.

Quali regole impostare per educare ed integrare un alunno disabile? Se un insegnante nota una “finestra rotta”, e non si adopera per ripararla, quello che viene dopo cosa farà?

In quale contesto dovrebbero apprendere gli alunni, ed in particolare, l’alunno disabile? Chi crea il contesto? E c’è chi aggiusta “le finestre rotte”?

http://www.sostegno.blogscuola.it/?p=1611

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