Il posto fisso? E’ sfumato con i contratti di disponibilità

di Lalla
ipsef

Presi dalla gioia di presentare ai docenti senza un posto di lavoro il gioiellino del provvedimento salva precari, alcune organizzazioni sindacali non fanno cenno allo scempio che, a danno dei precari tutti, è stato scritto nel Decreto Legge 25 settembre 2009, n. 134, ossia l’impossibilità di trasformare i contratti a tempo determinato in rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

Presi dalla gioia di presentare ai docenti senza un posto di lavoro il gioiellino del provvedimento salva precari, alcune organizzazioni sindacali non fanno cenno allo scempio che, a danno dei precari tutti, è stato scritto nel Decreto Legge 25 settembre 2009, n. 134, ossia l’impossibilità di trasformare i contratti a tempo determinato in rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

La formulazione del decreto è questa:

“All’articolo 4 della legge 3 maggio 1999, n.124, dopo il comma 14 e’ aggiunto, in fine, il seguente: «14-bis. I contratti a tempo determinato stipulati per il conferimento delle supplenze previste dai commi 1, 2 e 3, in quanto necessari per garantire la costante erogazione del servizio scolastico ed educativo, non possono in alcun caso trasformarsi in rapporti di lavoro a tempo indeterminato e consentire la maturazione di anzianita’ utile ai fini retributivi prima della immissione in ruolo.»”

Questo significa che le sentenze dei ricorsi già avviati per trasformare il rapporto di lavoro da determinato ad indeterminato o per ottenere aumenti di stipendio legati all’anzianità di servizio sembrano essere state scritte ancor prima di essere discusse.

Il tutto in barba al contratto collettivo nazionale, il quale afferma all’art. 40 per i docenti e 60 per il personale ata: “3. Il rapporto di lavoro a tempo determinato può trasformarsi in rapporto di lavoro a tempo indeterminato per effetto di specifiche disposizioni normative.”

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