Il PNRR, un’occasione per rilanciare la professione docente

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Inviato da Enrico Maranzana – La riforma del sistema di reclutamento docenti appare nelle schede allegate al Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza inviato a Bruxelles.

Duplice l’accertamento delle valenze professionali: chi ha superato il primo livello di selezione, grazie alla sua posizione in graduatoria, dovrà dimostrare alla scuola d’appartenenza le sue competenze; il giudizio sarà formulato alla fine del primo anno d’insegnamento.

Essenziale, per l’efficacia del provvedimento, la distribuzione di un mansionario in cui si precisano le competenze disciplinari, organizzative, pedagogiche e didattiche da accertare.

Accertamento che appare problematico per quelle organizzative, data la dissonanza tra quanto prevedono le norme e le linee decisionali delle gestioni scolastiche. Un’elusione denunciata dal ministro Patrizio Bianchi che ha affermato: “Bisogna superare la struttura militar fordista, caratteristica delle gabbie del novecento”.

Una possibile Job Description potrebbe essere:

La professionalità docente si sviluppa sia lungo una dimensione individuale, sia lungo quella collegiale: si manifesta nell’insegnamento della propria disciplina le cui valenze educative sono messe a frutto.

In particolare:

  1. Contribuisce alla “Programmazione dell’azione educativa” quale componente del Collegio dei docenti;
  2. Progetta e gestisce, quale membro del Consiglio di classe, i percorsi formativi seguendo gli orientamenti e gli obiettivi indicati dal Collegio dei docenti;
  3. Opera nei gruppi di lavoro e nei Dipartimenti disciplinari per elaborare risposte ai problemi individuati dal Collegio dei Docenti e dai Consigli di Classe;
  4. Progetta e gestisce in classe occasioni di apprendimento per conseguire sia gli obiettivi collegialmente individuati sia i traguardi della disciplina che insegna;
  5. Comunica ai propri studenti, prima di iniziare una nuova fase del percorso formativo, le competenze che saranno perseguite e valutate al termine dell’attività;
  6. Verifica l’apprendimento degli studenti in relazione agli obiettivi formativi perseguiti;
  7. Formula una proposta di voto per la valutazione di CdC, corredandola con un sintetico giudizio motivante;
  8. Avanza al CdC richieste e proposte per attività integrative, interventi di recupero etc.

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