Il PEI Provvisorio in corso d’anno scolastico: in quali casistiche va completato e quali elementi deve contenere?

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L’articolo pone l’accento su di una questione, alquanto frequente, nelle scuole italiane. Quella casistica, cioè, collegata alla compilazione del PEI provvisorio in corso d’anno scolastico. Solo per ricordare la questione collegata al PEI, si precisa che per ciascuno degli alunni con disabilità è necessario verificare il PEI entro il 30 del mese di giugno. In questa sede vanno enunciate e, conseguentemente, definite, tutte le eventuali proposte di sostegno agli alunni con disabilità per l’anno scolastico successivo.

È la sede, inoltre, nella quale, si definisce il PEI per tutti quegli alunni da poco certificati o che non hanno un PEI in vigore, se non uno parziale, ovvero un PEI che non è stato verificato e che contiene solo con le proposte e le eventuali indicazioni. PEI che viene chiamato PEI provvisorio. Sul PEI provvisorio, che meglio definiremo a seguire, sorgono i maggiori dubbi interpretativi specie da parte dei docenti, dei dirigenti scolastici, del referente per l’inclusione o della funzione strumentale che ha avuto, da parte del Collegio dei docenti, il compito di definire le strategie e di occuparsi dell’inclusione scolastica.

Cos’è il PEI provvisorio?

La classificazione del PEI come “PEI provvisorio” può essere considerata effettivamente una novità per la scuola Italia; lo è in termini di procedure ma anche a partire dai principi che ne costituiscono la base. Il DPCM 185 del 2006 stabilisce e indica, chiaramente, che è compito di chi compila il PEI calcolare i bisogni di sostegno. Recita l’Art. 3 “Attivazione delle forme di integrazione e di sostegno” al comma 1 che “Alle attività di cui ai commi 1 e 3 del precedente articolo 2 fa seguito la redazione del profilo dinamico funzionale e del piano educativo individualizzato previsti dall’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, da definire entro il 30 luglio per gli effetti previsti dalla legge 20 agosto 2001, n. 333”. Lo stesso articolo, al comma 2, prevede che “I soggetti di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994, in sede di formulazione del piano educativo individualizzato, elaborano proposte relative alla individuazione delle risorse necessarie, ivi compresa l’indicazione del numero delle ore di sostegno”. Bisogni, risorse, numero di ore di sostegno che vanno indicati a partire dall’avvio dell’anno scolastico. Ma chi si occupa della procedura? L’articolo 5, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994 stabiliva che “Il P.E.I. è redatto, ai sensi del comma 5 del predetto art. 12, congiuntamente dagli operatori sanitari individuati dalla USL e/o USSL e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola e, ove presente, con la partecipazione dell’insegnante operatore psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori o gli esercenti la potestà parentale dell’alunno”. Il DL 96 del 2019 istituisce il nuovo gruppo di lavoro chiamato GLO “al fine della definizione dei PEI e della verifica del processo di inclusione, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno e delle altre misure di sostegno”. (Nuovo art. 15 c. 10 della L. 104/92).

La normativa richiamata

Nuovo “art. 15 della Legge 104 del 1992

Comma 10

Al fine della definizione dei PEI e della verifica del processo di inclusione, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno e delle altre misure di sostegno, tenuto conto del profilo di funzionamento, presso ogni Istituzione scolastica sono costituiti i Gruppi di Lavoro Operativo per l’inclusione dei singoli alunni con disabilità. Ogni Gruppo di lavoro operativo è composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori della bambina o del bambino, dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente con disabilità, o di chi esercita la responsabilità genitoriale, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con la classe e con la bambina o il bambino, l’alunna o l’alunno, la studentessa o lo studente con disabilità nonché con il necessario supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare. Ai componenti del Gruppo di Lavoro Operativo non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese e qualsivoglia altro emolumento. Dall’attivazione dei Gruppi di lavoro operativo non devono derivare, anche in via indiretta, maggiori oneri di personale.

Comma 11

All’interno del Gruppo di Lavoro Operativo, di cui al comma 10, è assicurata la partecipazione attiva degli studenti con accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica nel rispetto del principio di autodeterminazione.

DLgs 66/2017: articolo 7 Comma 2

Il PEI di cui all’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificato dal presente decreto: g) è redatto in via provvisoria entro giugno e in via definitiva, di norma, non oltre il mese di ottobre, tenendo conto degli elementi previsti nel decreto ministeriale di cui al comma 2-ter; è redatto a partire dalla scuola dell’infanzia ed è aggiornato in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona […]; h) è soggetto a verifiche periodiche nel corso dell’anno scolastico al fine di accertare il raggiungimento degli obiettivi e apportare eventuali modifiche ed integrazioni.

Cosa fa il GLO?

Il GLO ha, quindi, non solo il compito di approvare il PEI, come a volte si ritiene, ma anche di verificare il processo di inclusione, a partire ovviamente dal PEI stesso, e quantificare le ore di sostegno e le altre risorse. Ne consegue che un incontro finale del GLO è assolutamente indispensabile per tutti gli alunni con disabilità che hanno un PEI in vigore ma lo è anche per quelli che saranno a scuola l’anno successivo:

  • per i primi il GLO è chiamato sia a verificare che a proporre le risorse;
  • per i secondi, che non hanno ancora nessun PEI, solo a proporre le risorse.

Nel nuovo modello di PEI, ai sensi e per gli effetti del Decreto interministeriale n. 153 del 1° agosto 2023, si trovano alla fine due sezioni, la n. 11 e la n. 12, destinate entrambe alle attività conclusive ma da usare in alternativa, o l’una o l’altra:

  • la sezione n. 11, dal titolo “Verifica finale/Proposte per le risorse professionali e i servizi di supporto necessari” fa parte del modello completo del PEI, quello che è stato redatto all’inizio dell’anno e destinato a tutti gli alunni con disabilità in carico alla scuola. Questa sezione comprende sia la verifica del PEI che le indicazioni per l’anno successivo, compresa l’eventuale proposta sulle risorse;
  • la sezione n. 12, dal titolo “PEI redatto in via provvisoria per l’anno scolastico successivo” si usa solo per gli alunni certificati successivamente. Non ci potrà ovviamente essere la verifica del PEI, che non esiste, ma solo le indicazioni per l’anno successivo e le proposte sulle ore di sostegno e le altre risorse.

Per chi è previsto il PEI provvisorio? Il richiamo normativo

Per il PEI redatto in via provvisoria questa è la normativa di riferimento:

DLgs 66/2017, art. 7 Comma 2

Il PEI […]

  • d) esplicita le modalità di sostegno didattico, compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe, le modalità di verifica, i criteri di valutazione, gli interventi di inclusione svolti dal personale docente nell’ambito della classe e in progetti specifici, la valutazione in relazione alla programmazione individualizzata, nonché gli interventi di assistenza igienica e di base, svolti dal personale ausiliario nell’ambito del plesso scolastico e le risorse professionali da destinare all’assistenza, all’autonomia e alla comunicazione.
  • g) è redatto in via provvisoria entro giugno e in via definitiva, di norma, non oltre il mese di ottobre, tenendo conto degli elementi previsti nel decreto ministeriale di cui al comma 2-ter; è redatto a partire dalla scuola dell’infanzia ed è aggiornato in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona. Nel passaggio tra i gradi di istruzione, è assicurata l’interlocuzione tra i docenti della scuola di provenienza e quelli della scuola di destinazione. Nel caso di trasferimento di iscrizione è garantita l’interlocuzione tra le istituzioni scolastiche interessate ed è ridefinito sulla base delle eventuali diverse condizioni contestuali della scuola di destinazione;
  • h) è soggetto a verifiche periodiche nel corso dell’anno scolastico al fine di accertare il raggiungimento degli obiettivi e apportare eventuali modifiche ed integrazioni.

DLgs 66/2017, art. 10 Comma 1

In attuazione di quanto previsto dall’articolo 15, commi 4 e 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, il dirigente scolastico, raccolte le osservazioni e i pareri del GLI, sentito il GIT, tenendo conto delle risorse didattiche, strumentali, strutturali presenti nella scuola, nonché della presenza di altre misure di sostegno, al fine di realizzare un ambiente di apprendimento favorevole allo sviluppo dell’autonomia delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti con accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica, invia all’ufficio scolastico regionale la richiesta complessiva dei posti di sostegno.

DLgs 66/2017, art. 10 Comma 3

Il dirigente scolastico, in tempo utile per l’ordinato avvio dell’anno scolastico, trasmette sulla base dei PEI, di cui all’articolo 7, comma 2, la richiesta agli enti preposti all’assegnazione delle misure di sostegno ulteriori rispetto a quello didattico

Decreto interministeriale, art. 16 – PEI redatto in via provvisoria per l’anno scolastico successivo

Questa sezione del PEI, è molto simile a quella precedente, pur costituendo, in termini cronologici, il nucleo primigenio del PEI. Si tratta, infatti, della prima redazione del “Piano Educativo Individualizzato”, a seguito della presentazione, da parte della famiglia, della certificazione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica. Si potrebbe definire “PEI provvisorio per nuovi casi”, in quanto è riferito solo ai PEI elaborati per le nuove certificazioni e non per coloro che già sono in un percorso di supporto scolastico alla disabilità.

Per quali alunni il PEI provvisorio: riepilogo

Il PEI provvisorio è pertanto previsto:

  • per gli alunni di nuova certificazione, riconosciuti formalmente come alunni con disabilità nel corso di questo anno scolastico ma per i quali non è stato redatto nessun PEI.
  • per gli alunni con disabilità di nuova iscrizione comprendendo dunque colore che si iscrivono per la prima volta in una scuola italiana (ad esempio bambini di tre anni iscritti alla scuola dell’Infanzia, alunni iscritti alla prima classe della Primaria senza aver frequentato prima l’Infanzia, alunni che provengono dall’estero, alunni che terminano un periodo di istruzione parentale…);

Gli altri alunni e la validità del PEI

Per tutti quelli alunni, invece, che frequentano le nostre scuole con certificazione e con relativo sostegno, esiste, invece, già un PEI approvato e in vigore che, a fine anno scolastico, a seguito di apposita convocazione del GLO, va verificato e approvato con l’indicazione delle risorse. Si deve completare, per tutti costoro, la sezione 11 del nuovo PEI con la denominazione “Verifica finale/Proposte per le risorse professionali e i servizi di supporto necessari“. Stesse procedure vanno osservate anche per gli alunni delle classi terminali che, naturalmente, cambieranno scuola l’anno successivo. Se hanno un PEI in vigore, lo stesso è sottoposto a verifica e vanno individuate e approvate le proposte relativamente alle risorse. Se trattasi di alunno con nuova certificazione si deve provvedere a redigere il PEI provvisorio.

Il PEI come documento di progettazione anche dell’alunno in transito verso nuova scuola

Il “PEI provvisorio” deve essere inteso e percepito come un “documento di progettazione” che fornisce indicazioni al fine di preparare la scuola ad accogliere in maniera adeguata il nuovo alunno. Il PEI provvisorio – come dispone il Decreto e come si legge “Linee Guida concernenti la definizione delle modalità, anche tenuto conto dell’accertamento di cui all’articolo 4 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, per l’assegnazione delle misure di sostegno di cui all’articolo 7 del D.Lgs 66/2017 e il modello di PEI, da adottare da parte delle istituzioni scolastiche” – “è redatto da un GLO, nominato seguendo le stesse procedure indicate per il PEI ordinario (all’articolo 3). Rispetto alla componente docenti, in caso di nuova certificazione di un alunno già iscritto e frequentante, sono membri di diritto i docenti del team o del consiglio di classe. Se si tratta di nuova iscrizione e non è stata ancora assegnata una classe, il Dirigente individua i docenti che possono far parte del GLO. Qualora si abbia la prospettiva di un anno nello stesso ordine di scuola (per esempio nella Scuola dell’Infanzia), il Dirigente scolastico – in base alle procedure previste dall’Istituto – provvederà ad assegnare la sezione di relativa frequenza e a nominare nel GLO i docenti della classe/sezione di destinazione”.

Quale scuola redige il PEI?

La redazione del PEI è sempre di pertinenza della scuola di destinazione, salvo il caso in cui il certificato di accertamento della disabilità ai fini dell’inclusione scolastica sia presentato dalla famiglia nei mesi terminali dell’ultimo anno di ciascun segmento scolastico, e – di norma – dopo il 31 marzo. In tal caso, qualora l’assegnazione del docente di sostegno sia prevista per l’anno successivo, il GLO sarà costituito nella scuola ove il bambino o l’alunno è frequentante, avendo cura di coinvolgere nella riunione dello stesso GLO un docente della scuola di destinazione, nell’ambito della continuità verticale di cui all’art. 14, co. 1, lettera c) della Legge 104/92.

Garantire il diritto allo studio e la frequenza per l’anno scolastico successivo

Il PEI provvisorio fornisce interventi indispensabili per garantire il diritto allo studio e la frequenza per l’anno scolastico seguente, inclusa la proposta di ore di sostegno didattico e di risorse da indirizzare agli interventi di assistenza, con modalità simili a ciò che viene ed è previsto per la Sezione 11.

Quando formulare il PEI Provvisorio?

Possiamo affermare, in conclusione, che il PEI provvisorio è da definire solamente nei seguenti casi:

  1. iscrizione di alunno certificato con disabilità alla scuola dell’Infanzia;
  2. iscrizione di alunno certificato con disabilità alla scuola Primaria che non abbia mai frequentato la scuola dell’Infanzia;
  3. alunno non certificato con disabilità frequentante qualsiasi classe delle scuole di ogni grado nel momento in cui abbia ricevuto, dopo avere effettuata l’iscrizione a scuola o successivamente l’inizio dell’anno scolastico, per la prima volta la certificazione di alunno con disabilità.

Perciò, nel passaggio dal terzo anno della scuola secondaria di I grado al primo anno delle scuole secondarie di II grado, il PEI provvisorio si deve formulare unicamente se l’alunno, mai certificato prima, è stato in quel momento certificato per la sua prima volta dagli organi deputati a ciò secondo la normativa vigente.

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