Il pedagogista Sidoti: inserire Educazione emotiva in classe un’ora a settimana

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Di Massimo Luciano Sidoti, Pedagogista – Sento molto dire dai media, da professionisti e da scienziati la parola “pedagogicamente parlando”! Ma vorrei capire realmente se è veramente compresa l’etimologia della parola e soprattutto se assume la vera importanza epistemologica del significato.

Mi chiedo anche come sia possibile mettere la parola al centro dell’attenzione della nostra società moderna e poi non applicare la pedagogia a scuola con un approccio scientifico, laddove essa è il punto di forza di progetti educativi, di dinamiche emotive in classe e di supporto nella scuola in tutti i suoi aspetti intrinseci.

Il pedagogista a scuola potrebbe essere colui che si occupa della stesura di progetti di inclusione, della dispersione scolastica, di supporto nella stesura di P.E.I. o P.D.P., ma soprattutto aiutare alunni in difficoltà.

La scuola non può fare a meno della pedagogia, ma riesce a fare a meno del pedagogista. Ad oggi il pedagogista non è tenuto in considerazione, si preferisce ricorrere allo psicologo, al logopedista, allo psicomotricista. Nulla da dire su queste professioni che meritano tutta la mia stima ed attenzione, ma nelle dinamiche educative la chiave giusta può affrontarla il pedagogista con le sue strategie mirate a migliorare lo sviluppo evolutivo dell’alunno in campo educativo. Occorre un esperto in pedagogia che sappia guidare gli insegnanti nelle dinamiche comportamentali, ove si manifestano dei disagi.

La società Italiana ha bisogno di comprendere che il pedagogista previene il disagio dell’alunno ed interviene delineando percorsi didattici mirati ed adeguati per ogni singolo alunno, affinché l’alunno strutturi mentalmente dei costrutti che diano la capacità emotiva ed intellettuale di esprimere un pensiero logico educante.

Una società migliore si costruisce con dei professionisti dell’educazione. L’intento dello stato di emanare dei bandi per contrastare la povertà educativa è il primo passo per affrontare l’emergenza educativa causata dal Covid 19, ma occorre andare oltre, bisogna attivarsi per assumere pedagogisti nelle scuole inserendo la disciplina “Educazione emotiva” così come già
avviene in Danimarca. 1 ora settimanale dedicata all’emotività degli alunni per renderli non solo responsabili, ma anche motivati, consapevoli, capaci di un pensiero logico che li porti a ragionare con il cuore e con la mente.

Pertanto, a scuola, non possiamo fare a meno della pedagogia, perché la scuola genera pedagogia, respirandola quotidianamente e per saperla acquisire ed esprimere nel migliore dei modi occorre tutta la professionalità del docente coadiuvato dall’esperto pedagogista che sappia generare passione emotiva. Se in Italia vogliamo veramente una scuola di qualità, occorre necessariamente inserire la figura del pedagogista nel mondo della scuola.

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