Il PD insiste: aumento stipendi, a scuola fino a 18 anni, istituti sempre aperti. Anief: passiamo ai fatti

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Anief – Sulla scuola continuano a piovere impegni importanti. Li ha ribaditi oggi il Partito Democratico, attraverso il suo segretario, Nicola Zingaretti.

Parlando ad Agorà, su Rai Tre, il leader del Pd ha detto quali sono i prossimi passi concreti: obbligo scolastico, stipendi degli insegnanti, tenere aperte le scuole nel pomeriggio. Anche dal ‘Rapporto Italia 2020’ dell’Eurispes è emerso che la maggior parte dei cittadini è d’accordo nell’estendere l’obbligo scolastico fino alle scuole medie superiori e la metà hanno a cuore l’aumento degli stipendi dei docenti.

Inquadrati i problemi da risolvere, per il sindacato si deve passare dagli annunci ai fatti: occorrono nuove leggi ed interventi ad hoc, come lo stanziamento immediato nel DEF di 4 miliardi di euro per aumentare gli stipendi in media di 250 euro, il potenziamento degli organici del personale, un reclutamento meno “ingessato”, l’azzeramento del precariato, e prevedendo l’investimento permanente su formazione, valorizzazione e progressione di carriera del personale. Anief ritiene altrettanto importante mettere mano all’ultimo decreto scuola e alla Legge 240 del 2009, con particolare attenzione a quanto è stato approvato in Europa, in particolare dalla direttiva sul precariato e sull’organizzazione dell’orario di lavoro alla carta europea dei ricercatori, in modo da far allineare l’Italia agli altri Paesi.

“Dobbiamo andare avanti con cose concrete: aumentare l’obbligo scolastico e gli stipendi degli insegnanti, tenere aperte le scuole nel pomeriggio, semplificare la burocrazia per combattere la corruzione, sbloccare le risorse per gli investimenti verdi e digitali”, ha detto oggi il segretario Nicola Zingaretti. Il PD entra così in una fase cruciale per gli insegnanti, che attendono l’apertura dei tavoli per il rinnovo del contratto, da cui dovrebbero scaturire gli aumenti, ha quindi commentato Orizzonte Scuola.

IL RAPPORTO EURISPES

Ma dare più soldi ai docenti, incrementare l’obbligo scolastico fino al termine delle superiori, aumentare il tempo scuola, soprattutto al Sud, sono le stesse richieste del sindacato, ovvero di chi rappresenta i lavoratori, ne tutela i diritti e chiede cambiamenti mirati per migliorare la didattica. Senza contare che sono le stesse cose che pensano moltissimi italiani: proprio oggi, dal ‘Rapporto Italia 2020’ dell’Eurispes è emerso che la maggior parte dei cittadini, il 52,4%, si trova d’accordo sul fatto che si debba estendere l’obbligo scolastico fino alle scuole medie superiori. Nell’indagare su alcuni aspetti ritenuti rilevanti ai fini di una migliore comprensione dell’idea che gli italiani hanno della scuola, il rapporto ci ha detto che circa la metà dei cittadini, “il 48,2%, concorda sull’opportunità di introdurre nel sistema scolastico un criterio meritocratico, che consenta una migliore retribuzione per gli insegnanti più bravi e preparati”.

COSA FARE

I problemi dei compensi bassi dei docenti e di una scuola da frequentare più ore al giorno e rendere obbligatoria fino alla maggiore età sono quindi diventati di dominio pubblico. Con i partiti politici, anche di Governo, che fanno a turno per esprimere gli stessi concetti. Anief ha già espresso il suo parere, sostenendo che il 2020 potrebbe essere davvero l’anno del rilancio della Scuola italiana. E che per farlo, chi ha a cuore le sorti della Scuola e della Conoscenza deve trovare in fretta le risorse necessarie per rinnovare il contratto ai lavoratori dei comparto. Il sindacato ha anche chiesto in tempi non sospetti di anticipare a cinque anni l’obbligo formativo ed estenderlo fino alla maggiore età. Come di intervenire sul tempo pieno e prolungato, un passaggio obbligato e propedeutico all’apertura delle scuole in orari extra-curricolari.

IL PARERE DEL PRESIDENTE

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, apprezza l’impegno del leader del Partito Democratico sulla scuola, ma avverte: “se davvero il Pd vuole intraprendere una nuova linea sulla scuola, allora è bene che pretenda dal Premier Conte e dal suo ministro Gualtieri precise rassicurazioni nella scrittura della prossima legge di bilancio. Lo stesso Zingaretti sa bene che le dimissioni di Fioramonti sono avvenute per l’assenza delle risorse necessarie per rilanciare il settore dell’istruzione, università e ricerca”.

I medesimi temi erano già stati anticipati dal segretario Nicola Zingaretti a fine dicembre, poi ripresi dalla responsabile scuola del PD Camilla Sgambato, la quale aveva avuto premura di dire che non si tratta di slogan ma di obiettivi veri. “Siamo giunti alla scadenza di fine gennaio che il Pd si era data: ora è bene che si dica dove reperire i finanziamenti per gli incrementi stipendiali, l’elevazione del tempo scuola e dell’obbligo formativo”, conclude il sindacalista autonomo a capo dell’Anief.

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