Il panico di massa: dinamiche e consigli utili: in allegato il “Registro esercitazioni autoprotezione per rischio terremoto”

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Alcuni luoghi di lavoro si caratterizzano anche per la presenza di personale esterno (ospiti, utenti, visitatori, etc.) che può nell’emergenza costituire un forte punto di criticità in quanto non pienamente familiare con gli spazi del sito, né con i codici abitualmente utilizzati per attivare le procedure di sfollamento. È quindi importante definire un percorso preventivo che preveda sia la definizione di figure dedicate alla “facilitazione” dell’esodo di esterni, sia la formazione di tutti gli addetti all’emergenza in merito alle dinamiche che potenzialmente scatenabili in caso di eventi emergenziali che coinvolgano più persone assemblate in unno stesso luogo. La seguente scheda ha lo scopo di fornire indicazioni pratiche di base in merito alla seconda problematica suindicata, fondamentale per impostare tutti i processi di comunicazione negli eventi cosiddetti “critici”. A tale proposito è opportuno tenere presente alcune informazioni di base.

Dati teorici: situazioni che potrebbero comportare lo scatenarsi di reazioni di panico

Nelle situazioni che potrebbero comportare lo scatenarsi di reazioni di panico, la ricerca scientifica ha identificato alcuni aspetti di un certo interesse nei comportamenti delle persone:

  • Le persone sono spesso altruistiche e tale tendenza aumenta verso le persone conosciute.
  • Le persone agiscono in modo inerziale, nel senso che non gradiscono arrestarsi quando hanno iniziato a muoversi o a fare un determinata cosa all’interno di una situazione di emergenza.
  • Gli allarmi vocali, rispetto alle segnalazioni acustiche e ai pittogrammi, hanno il privilegio di poter comprendere indicazioni più precise sia su quanto sta avvenendo, sia sulle corrette misure da mettere in atto. Ad esempio, se vi è un principio di incendio in un’ala di un edificio, potrebbe essere proporzionato indicare la cosa e far spostare gli occupanti all’interno dell’intero complesso in maniera coerente a quanto sta specificatamente avvenendo.
  • La maggior parte delle persone cercherà di uscire per lo stesso accesso dal quale sono entrate; i segnali di sicurezza, pertanto, non dovrebbero contraddire questa tendenza, anche perché le persone non desiderano utilizzare uscite di cui non hanno esperienza e che – in quanto tali – contengono elementi di ansia.
  • la massa delle persone non sempre – anzi quasi mai – si comporta secondo la sommatoria delle singole coscienze, ma è quasi come si creasse una cosiddetta “anima collettiva”, per cui la massa vera e propria assume un comportamento autonomo e definito.
  • Le persone non si lasciano facilmente prendere dal panico; la criticità aumenta quando non ci sono evidenze di vie di fuga o pittogrammi che le indicano.
  • Qualora necessario, le persone attraversano muri di fumo, se ritengono che ciò li farà sopravvivere
  • È utile predisporre l’apertura automatica delle porte di emergenza che mostri di per sé quali varchi utilizzare per uscire.
  • È fondamentale fornire un orientamento completo della struttura. E’ importante che un nuovo dipendente abbia la possibilità di conoscere l’intera organizzazione spaziale (ed emergenziale) dell’edificio nel quale si trovi a lavorare.

Alcuni consigli pratici per evitare il panico in caso di persone esterne all’interno dell’edificio scolastico

Cosa capita negli edifici scolastici in caso di situazioni emergenziali (terremoto, incendio, inondazioni) e la contestuale presenza (assai provabile) di persone esterne all’interno dell’edificio scolastico? A seguire alcuni consigli pratici per evitare il panico che l’Istituto Tecnico Professionale “G. Spagna – F.lli Campani” di Spoleto, diretto, con capacità manageriale, dal Dirigente scolastico Prof. Rita Scagliola ha voluto prevedere e indicare nell’apposito “Piano di emergenza” a cui abbiamo fatto riferimento anche per tracciare, con il dovuto dettaglio tecnico, il profilo del panico all’interno degli edifici scolastici.

  1. Nella comunicazione verso gruppi di persone essere sempre chiari nella trasmissione del messaggio
  2. Prediligere ordini di tipo univoco (es.: “usciamo tutti da quella parte”)
  3. Evitare la frase “non facciamoci prendere dal panico” (in realtà essa sortisce l’effetto opposto…)
  4. Evitare la frammentazione di gruppi di esodo con consegne differenti (es.: “voi uscite di qua, voi di là”)
  5. Curare la veridicità e l’efficacia dei pittogrammi di esodo
  6. Curare l’efficacia nell’ubicazione dei Piani di Evacuazione
  7. Verificare la “potenzialità comunicativa” dei Piani di Evacuazione: trasmettono efficacemente il messaggio?  Sono orientati in maniera corretta?Sono accessibili alla consultazione di tutti? Abbisognano di ulteriori “filtri di facilitazione”? E’ in essi evidente la “bussola” del “voi siete qui”? Devono essere aggiornati?
  8. Utilizzare sistemi di segnalazione che favoriscano da subito le azioni e le direzioni più adeguate.

Registro esercitazioni autoprotezione per rischio terremoto

In allegato il modulo, da allegare al registro di classe, denominato “Registro esercitazioni autoprotezione per rischio terremoto” sul quale saranno annotate le esercitazioni mensili relative all’emergenza terremoto o incendio. Il coordinatore di classe si assicurerà che tali esercitazioni vengano svolte e registrate, preferibilmente entro la prima settimana del mese. A seguito di eventuali rilevanti criticità riscontrate è opportuno svolgere e registrare una ulteriore esercitazione nell’arco dello stesso mese.

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