Nuovo PEI: guida alla compilazione di ogni sezione

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La diffusione del nuovo PEI su base ICF, rappresenta un traguardo e nel contempo un concreto inizio del processo di formazione e integrazione degli alunni con disabilità. Le pagine che compongono il Pei si suddividono in 12 sezioni, ognuna delle quali rappresenta un percorso da seguire per accompagnare e supportare l’alunno durante il suo “tempo scuola”.

La parte introduttiva è caratterizzata dai dati riferiti all’alunno / alunna, alla scuola di apparenza e ai dati di accertamento della condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica. C’è poi il riferimento al Profilo di Funzionamento (comprende la Diagnosi funzionale e il profilo dinamico-funzionale) e rappresenta il documento propedeutico e necessario alla predisposizione del Piano educativo individualizzato (PEI) e del Progetto individuale.

Poiché è prevista una fase transitoria di applicazione delle norme, in attesa della pubblicazione delle Linee Guida da parte del Ministero della Salute e della redazione dei nuovi Profili di Funzionamento da parte delle competenti Unità di Valutazione Multidisciplinare, il GLO continuerà a far riferimento alla documentazione attualmente in vigore: Diagnosi Funzionale e Profilo Dinamico Funzionale. Nel frontespizio del modello di PEI è presente un’apposita casella (“PROFILO DI FUNZIONAMENTO NON DISPONIBILE”) da barrare, indicando in quella successiva la Diagnosi funzionale a cui si fa riferimento (andrà indicata la data di redazione).

Segue poi il riquadro riferito ai componenti del GLO.

Dopo la parte introduttiva seguono le sezioni in cui è suddiviso il PEI, che esaminiamo qui di seguito:
⦁ Sezione 1
Quadro informativo
Redatta dai genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale, fornisce le indicazioni sulla situazione familiare e descrive l’allievo titolare del PEI.
⦁ Sezione 2
Elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento o dalla Diagnosi Funzionale, se non disponibile.
In questa sezione si riportano attraverso una descrizione sintetica, gli elementi generali desunti dal Profilo di Funzionamento (o dalla Diagnosi Funzionale e dal Profilo Dinamico Funzionale, se il Profilo di Funzionamento non fosse disponibile), utili alla redazione del PEI.

⦁ Sezione 3
Raccordo con il Progetto Individuale
Il Progetto individuale va chiesto al Comune di residenza dalla famiglia (D.lgs. 66/17, art. 6). Per garantire il necessario coordinamento, una volta approvato, sarebbe importante che un rappresentante del Comune partecipasse al GLO come membro effettivo.
Ai fini della compilazione va indicato:
a. Se il Progetto Individuale è stato già redatto, si può riportare una sintesi dei contenuti e aggiungere informazioni sulle modalità di coordinamento e interazione con il PEI, tenendo conto delle considerazioni della famiglia.
b. b. Se il Progetto Individuale è stato richiesto e deve ancora essere redatto, qui si riportano le indicazioni da considerare per la redazione del Progetto.

⦁ Sezione 4
Osservazioni sul bambino/a, sull’alunno/a, sullo studente e sulla studentessa per progettare gli interventi di sostegno didattico
Dall’osservazione dell’alunno, si organizzeranno i punti di forza sui quali costruire gli interventi educativi e didattici.
Il Decreto 66/2017 fissa i punti entro i quali bisogna organizzare il processo di apprendimento dell’alunno e che individua nelle cosiddette “dimensioni”. Esse inoltre, sintetizzano quanto previsto dai “parametri” o “assi “che venivano utilizzati per la redazione del PEI (DPR 24 febbraio 1994). Confermando, quanto stabilito dall’art.16 della legge 104/1992 che valuta “il progresso dell’allievo in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali”, le “dimensioni” individuate sono le seguenti:
A. Dimensione della Socializzazione e dell’Interazione
B. Dimensione della Comunicazione e del Linguaggio
C. Dimensione dell’Autonomia e dell’Orientamento
D. Dimensione Cognitiva, Neuropsicologica e dell’Apprendimento

⦁ Sezione 5
Interventi sull’alunno/a: obiettivi educativi e didattici
Partendo dall’osservazione dell’alunno, si procederà a fissare gli obiettivi educativi e didattici, gli strumenti, le strategie e le modalità. Dalla Scuola dell’infanzia e per i successivi cicli di studi, l’alunno sarà seguito nella sua evoluzione e nei suoi prevedibili cambiamenti.
Si individueranno gli obiettivi specifici, in relazione a precisi esiti attesi e, per ciascuno di essi, andranno descritte le modalità e i criteri di verifica per il loro raggiungimento.
Per la Scuola dell’Infanzia bisogna precisare che i campi di esperienza si sviluppano ed intrecciano in percorsi educativi e non in percorsi didattici che invece caratterizzano le discipline degli altri gradi di scuola. Infatti nel documento “Indicazioni Nazionali e Nuovi Scenari” del 2018 , si legge che «nella scuola dell’infanzia la centralità di ogni soggetto nel processo di crescita è favorita dal particolare contesto educativo… …non si tratta di organizzare e “insegnare” precocemente contenuti di conoscenza o linguaggi/abilità, perché i campi di esperienza vanno piuttosto visti come contesti culturali e pratici che “amplificano” l’esperienza dei bambini grazie al loro incontro con immagini, parole, sottolineature e “rilanci” promossi dall’intervento dell’insegnante».

⦁ Sezione 6
Osservazioni sul contesto: barriere e facilitatori
L’ambiente di apprendimento oggi rappresenta un fattore determinante nel processo di formazione degli allievi e ancor più per gli alunni con disabilità. L’attenzione è concentrata sull’alunno e quindi sulla sua capacità di apprendere e su come accompagnarlo nell’acquisizione delle competenze, creando un ambiente favorevole che susciti in lui la motivazione, promuovendo allo stesso tempo il processo di socializzazione e integrazione, stimolando la conoscenza e la creatività. Appare evidente che per far sì che l’alunno possa costruire il suo sapere fatto di conoscenze, abilità, motivazioni, atteggiamenti, sia inserito in un contesto a lui favorevole.

Il PEI su base ICF, individua all’interno del contesto scolastico, le barriere e i facilitatori che possano in qualche modo influire sugli atteggiamenti dell’alunno con disabilità. Infatti se nell’ambiente scolastico, risulta facile identificare quelle che possano essere le problematiche legate all’accessibilità e alla fruibilità degli spazi o alla disponibilità di attrezzature didattiche o di supporto ( le barriere architettoniche, la carenza di supporti per l’autonomia personale etc.), l’osservazione del contesto sociale non è così scontata, dal momento che vanno presi in considerazione i rapporti non solo con gli insegnanti e i compagni ma anche quelli con gli adulti di riferimento, analizzandone poi i relativi effetti.

Il processo di apprendimento dell’alunno all’interno di un contesto scolastico può essere così influenzato dai seguenti fattori:
a) “Fattori ambientali e ICF” analizza le indicazioni di contesto che possono emergere dal Profilo di Funzionamento fornendo suggerimenti per un eventuale adattamento in ambito scolastico.
b) “Barriere e facilitatori in un ambiente di apprendimento inclusivo” fornisce indicazioni per individuare i fattori che possono aiutare o ostacolare la realizzazione di un ambiente di apprendimento inclusivo, applicabili anche in assenza del Profilo di Funzionamento.

Sarà quindi rilevante tener conto dei fattori sopra descritti per realizzare gli interventi favorevoli alla partecipazione attiva di studenti e studentesse, non dimenticando che ogni allievo è un caso a sé per cui è importante applicare una didattica personalizzata oltre a prevedere una didattica flessibile. Inoltre il Ministero fa anche riferimento a proposte ridondanti e plurali: basate su molteplici forme di fruizione-somministrazione valutazione, considerando canali comunicativi diversi, lasciando aperta la possibilità di scegliere la modalità più efficace per ogni studente/studentessa e valorizzando varie possibilità di esprimere gli output dell’apprendimento.

Questa parte del modello prevede un unico campo aperto, non strutturato, e che le scuole possono compilare con flessibilità, è possibile inoltre apportare delle modifiche nel caso ci sia stata una verifica intermedia del PEI (Revisione).

Interventi sul contesto per realizzare un ambiente di apprendimento inclusivo
⦁ Sezione 7
Dopo aver analizzato il contesto, e individuato i fattori che influiscono sul processo di apprendimento, sin questa parte del modello, fluiranno tutti gli interventi (obiettivi educativi e didattici, strumenti, strategie e modalità) da adottare per rendere l’ambiente di apprendimento inclusivo.
Un altro campo da compilare riguarda la Revisione in cui è possibile riportare eventuali modifiche, a seguito di una verifica intermedia del PEI e la Verifica conclusiva degli esiti dove vanno inseriti i risultati della valutazione conclusiva, al termine dell’anno scolastico, rispetto all’efficacia degli interventi descritti.

Interventi sul percorso curricolare
⦁ Sezione 8
In questa sezione vanno inseriti gli interventi previsti per una programmazione didattica personalizzata che terrà quindi conto delle esigenze educative e didattiche dell’alunno/a e che andrà a ridefinire quello che è il curricolo elaborato all’interno dell’istituzione scolastica. Sarà necessario considerare tutte le diverse componenti del processo: contenuti, metodi, attori, tempi, luoghi, modalità e criteri di verifica e valutazione.
Gli Interventi educativi, strategie e strumenti saranno adattati ad ogni ordine e grado della scuola, così come la valutazione che è riferita prioritariamente all’efficacia degli interventi e non solo al raggiungimento degli obiettivi previsti da parte della bambina e del bambino, dell’alunna e dell’alunno o della studentessa e dello studente.
La Sezione 8 si conclude con i campi Revisione, che permette di segnalare eventuali modifiche in base a un monitoraggio in itinere, e Verifica conclusiva degli esiti per tutti gli ordini di scuola.
Organizzazione generale del progetto di inclusione e utilizzo delle risorse
⦁ Sezione 9
In questo spazio, sarà organizzato il progetto di inclusione definito nelle precedenti sezioni del PEI, in particolare come saranno utilizzate le risorse assegnate o disponibili.
È presente inoltre una tabella orario settimanale che fatta eccezione per la Scuola dell’infanzia (eventualmente suddivisa per periodi o attività, non rigorosamente per ore) questa sezione rimane la stessa per tutti i gradi di scuola.

Certificazione delle Competenze con eventuali note esplicative
⦁ Sezione 10
La certificazione delle competenze terrà conto del PEI, essa è prevista al termine della classe quinta della Scuola Primaria e della classe terza della Scuola Secondaria di primo grado e definisce i diversi livelli di acquisizione delle competenze. Certificare le competenze spetta al team docenti e al consiglio di classe e non al GLO.
Anche per gli studenti e studentesse della Scuola Secondaria di secondo grado, si fa riferimento al PEI, la certificazione delle competenze va rapportata agli obiettivi specifici definiti per loro, intervenendo sia rispetto alle competenze o ai loro descrittori, sia rispetto ai livelli raggiunti.
È il Consiglio di classe a certificare le competenze mentre è compito del GLO esplicitare metodi e criteri di valutazione.
Verifica finale / Proposte per le risorse professionali

⦁ Sezione 11
Questa sezione del PEI, viene redatta durante l’ultima riunione del GLO dell’anno scolastico, e riguarda le indicazioni e decisioni rispetto a:
⦁ la verifica finale del PEI dell’anno in corso;
⦁ interventi necessari per garantire il diritto allo studio e la frequenza per l’anno scolastico successivo, compresa la proposta di ore di sostegno didattico e di risorse da destinare agli interventi di assistenza

PEI redatto in via provvisoria

⦁ Sezione 12
Il PEI provvisorio, introdotto dal DLgs 66/2017, riguarda i bambini che entrano nella scuola per la prima volta, di solito all’Infanzia, e gli alunni di qualsiasi classe che sono stati certificati durante l’anno in corso e che non hanno quindi un PEI in vigore. Per loro, entro giugno, viene redatto un PEI, chiamato provvisorio, e conterrà tutte gli interventi necessari per garantire il diritto allo studio e la frequenza così come la proposta del numero di ore di sostegno alla classe per l’anno successivo*

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