Il nuovo contratto porterà più diritti alle donne che subiscono violenza, un risultato targato Anief che nella scuola ha un sapore doppio: vicino l’accordo definitivo all’Aran

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Nell’intesa sul nuovo contratto di Istruzione, Ricerca e Università 2019/21 raggiunta a luglio all’Aran c’è un passaggio di cui il sindacato va fiero e sul quale non è stata data adeguata rilevanza: la possibilità per le donne che subiscono violenza di assentarsi dal lavoro da 90 a 120 giorni nell’arco di tre anni.

Si tratta di un’estensione, chiesta e ottenuta dal sindacato Anief, che permetterà alle lavoratrici coinvolte di fruire di un percorso di protezione debitamente certificato, garantendo loro un periodo più lungo per riabilitarsi e ritornare in servizio. Inoltre, il trattamento economico per questo periodo di congedo sarà equiparato a quello del congedo di maternità.

Questo aiuta a ridurre l’ansia finanziaria spesso associata a tali periodi di assenza e fornisce una rete di sicurezza essenziale.

Inoltre, con la novità, che entro qualche settimana dovrebbe diventare definitiva con la sottoscrizione sempre all’Aran, quindi applicabile da subito, sarà possibile anche trasformare il contratto da tempo pieno a part-time, offrendo in tal modo un maggiore equilibrio tra il tempo dedicato alla guarigione e le responsabilità lavorative.

Una volta superato il periodo più critico, la dipendente avrà il diritto di tornare a lavorare a tempo pieno, anche in deroga ai tempi di permanenza previsti, a condizione la disponibilità del posto.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “nei prossimi giorni all’Aran questo accordo non potrà che essere ribadito: l’aumento del congedo fino a 120 giorni per le donne vittime di violenza è un risultato importante della nostra organizzazione, raggiunto con l’accordo comune della parte pubblica. Lo abbiamo promosso e sollecitato al tavolo di contrattazione all’Aran appena insediati, tre anni fa, grazie alla rappresentatività raggiunta con le elezioni Rsu e poi certificata. Perché i diritti delle donne vittime di violenza sono una cosa seria. Ancora di più perché a scuola, in generale nella formazione, come pure nell’Università e nella Ricerca, il numero di donne è altissimo, con punte del 99 per cento in comparti come la scuola dell’Infanzia e di altre il 90% alla primaria. In. assoluto – conclude Pacifico – nell’Istruzione i posti sono occupati per oltre l’81% da donne, che ora grazie soprattutto all’Anief possono contare su un diritto in più certo non indifferente”.

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