Il nuotatore Minisini role model della campagna “Non è da maschio”: “Percorso difficile negli anni delle medie e del liceo”

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Giorgio Minisini, medaglia d’oro nel solo libero del nuoto artistico maschile ai Mondiali di Doha, è uno dei role model di “Non è da maschio”, la campagna di Inspiring Girls Italia contro gli stereotipi di genere a scuola e sul lavoro, giunta quest’anno alla terza edizione.

L’obiettivo di “Non è da maschio” è ispirare le nuove generazioni, attraverso modelli positivi, a non lasciarsi influenzare dai pregiudizi, a non limitare la propria libertà di scelta e a seguire le proprie autentiche inclinazioni, per realizzarsi con successo anche in ambiti ancora troppo spesso considerati prerogativa dell’altro sesso.

Ho iniziato la carriera di nuotatore artistico per gioco. Il mio percorso è stato facile all’inizio, perché i bambini hanno la mentalità molto aperta e quindi c’era molta più curiosità che pregiudizio. Ma è stato più difficile crescendo, intorno agli anni delle medie e del liceo. Mentre ci si costruiva la propria identità, qualcuno lo faceva a scapito degli altri”, ha detto Giorgio Minisini a “Non è da maschio”.

Sicuramente – ha aggiunto il campione mondiale – per molti anni ho dovuto passare molto tempo a convincere le persone che avessi diritto a fare lo sport che avevo scelto e solo dopo venivo giudicato come atleta. Da quando questo diritto mi è stato consegnato dalla Federazione Internazionale, faccio di tutto affinché nessun ragazzo che segue le nostre orme si debba trovare a combattere gli stessi mostri che abbiamo dovuto combattere noi della prima generazione”. “Va bene essere ciò che si è, va bene diventare ciò che si sente di essere”, ha concluso Minisini.

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