Il neo Ministro Profumo raccoglie consensi e consigli, solo gli studenti non fanno sconti

di redazione
ipsef

dp – La nomina a Ministro di Francesco Profumo ha raccolto vari consensi, soprattutto da sinistra. I consigli non si sprecano. Quali saranno le priorità?

dp – La nomina a Ministro di Francesco Profumo ha raccolto vari consensi, soprattutto da sinistra. I consigli non si sprecano. Quali saranno le priorità?

Ottima accoglienza dal Partito Democratico, che ha condiviso con Profumo una mancata candidatura a sindaco di Torino. La Puglisi, responsabile scuola, si dice certa che il neo ministro "saprà ristabilire un clima di fiducia nella scuola pubblica, restituendo dignità ai lavoratori e ascolto alle istanze di famiglie e studenti".

Non è avido di elogi Pantaleo, segretario FLCGIL, secondo il quale "il professor Profumo unisce alla competenza un alto profilo culturale di cui il sistema della conoscenza ha estremo bisogno". Per il segretario della FLCGIL, tale nomina è "un segnale importante di discontinuità". Insomma, il nome giusto al posto giusto, perchè, conclude il segretario, può dare risposte "dopo i guasti causati dalla gestione Gelmini".

La segreteria della Uil Scuola non lesina consigli al neo ministro, chiedendo riforme a "costo zero":

  • La riforma della governance: con la riforma degli organi collegiali ferma al 1974.
  • La sburocratizzazione del sistema istruzione: togliendo l’accavallarsi di burocrazia e procedure che appesantiscono il lavoro degli insegnanti, l’utilizzo flessibile delle risorse, la possibilità di rapidi interscambi tra scuola, mondo del lavoro e territorio
  • La costituzione di reti di scuole

Oltra a richiede di riqualificare "la spesa pubblica e spostare risorse, prendendole da sprechi e privilegi improduttivi, a sostegno dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione".

La CISL apprezzando "la scelta di una personalità di alto profilo" come il Rettore Profumo, chiede "di aprire il più presto possibile un confronto" al fine di affrontare le tante "emergenze e i problemi aperti che attendono soluzioni".
In particolare, il sindacato chiede che "l’istruzione e la formazione" siano "ambito su cui investire e non terreno per indiscriminate economie".

Nel frattempo gli studenti dell’UdS non pare vogliano fare molti sconti al neo ministro e oggi saranno in piazza per protestare. Protesta preventiva? Dicono che non si accontentano dello Spread che manda a casa Berlusconi e mostrano una lungimiranza decisamente più lucida, rispetto ad altre circolanti in queste ore. Si dicono convinti che "il Governo Monti applicherà tutte le misure che la BCE ha imposto all’Italia, come ricatto per uscire dalla crisi: privatizzazioni, riduzione dei diritti, smantellamento dello stato sociale". Una visione lontana dalla "discontinuità" avanzata dalla FLCGIL e che smorza il clima di euforia mostrato da tutto il comparto scuola.

D’altronde Monti ha parlato chiaro, si dovranno fare sacrifici, ma non ci saranno lacrime e sangue. L’impressione, però, è che se ci chiederanno solo sacrifici, almeno nell’ambito istruzione, sarà solo perchè le lacrime e il sangue sono già stati profusi a iosa (qualcuno si è già sporcato le mani). E ci pare infantilismo politico credere che questo Governo possa rimettere mano all’impianto della riforma Gelmini o addirittura ai tagli effettuati. Se non altro perchè si tratta di un governo a tempo e per lo più tecnico.

Nell’era dei draghi, le priorità per uno "Stato a sovranità delegata", com’è l’Italia, sono già state dettate e sintetizzate in due punti, in due quesiti rivolti dall’UE in una lettera all’agonizzante Italia:

  • Come verranno ristrutturate le scuole con risultati insoddisfacenti nelle prove INVALSI?
  • Quali incentivi saranno messi in campo per valorizzare il ruolo degli insegnanti?

INVALSI e meritocrazia, le due riforme che avranno priorità nell’agenda del neo ministro, al quale non possiamo che augurare buon lavoro

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