Il Muro di Berlino continua a dividere

di Lalla
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Giulia Boffa –  La distribuzione di un opuscolo dal titolo «Europa: unita, libera, forte. 1989/2009. 20 anni dalla caduta del Muro», nelle scuole superiori del Veneto, scritto da un ventiduenne laureando in Scienze politiche apparte­nente all’associazione «Strade d’Europa» ha acceso una querelle politica tra le insegnanti di storia dell’Itis «Rossi» di Vicenza e l’assessore regionale all’istruzione del Veneto Elena Donazzan.

Giulia Boffa –  La distribuzione di un opuscolo dal titolo «Europa: unita, libera, forte. 1989/2009. 20 anni dalla caduta del Muro», nelle scuole superiori del Veneto, scritto da un ventiduenne laureando in Scienze politiche apparte­nente all’associazione «Strade d’Europa» ha acceso una querelle politica tra le insegnanti di storia dell’Itis «Rossi» di Vicenza e l’assessore regionale all’istruzione del Veneto Elena Donazzan.

Le insegnanti lamentano diverse imprecisioni storiche, ma soprattutto una visione un po’ troppo politicamente a destra della storia del dopoguerra. A riprova di questo citano pag.12: «Si parla del comunismo come del ‘modello politico, sociale ed economico più aberrante del secolo scorso’. Un’opinione più o meno condivisibile, ma anche gli storici (veri) che la sostengono non mancano mai di citare gli altri sistemi totalitari: si può parlare del XX secolo senza riferirsi a nazismo e olocausto? L’opuscolo riesce a non nominare fascismo e nazismo nemmeno a proposito della seconda guerra mondiale… a noi pareva che l’esito fondamentale fosse la sconfitta del nazifascismo. Macché: la conseguenza logica dell’alato discorso è che fino al 1989 siamo vissuti sotto il comunismo, mentre Hitler e Mussolini erano i difensori dell’Europa carolingia». Citano anche un riferimento alla croce celtica "simbolo della spiritualità Irlandese"senza ricordare il significato che ha avuto per il nazifascismo.

Alla querelle ha dato il suo contributo anche il PD nella persona del suo capogruppo in Regione, Giovanni Gallo, che ha annunciato un’interrogazione e si è così espresso: «Altro che opuscolo sulla caduta del Muro, questa è un’operazione di propaganda degna del MinCulPop di fascista memoria. L’assessore Donazzan ha la delega all’Istruzione o alla riscrittura della storia secondo le sue convinzioni?».

Non ha tardato ad arrivare la replica della Donazzan,ex AN, che si è difesa adducendo le ragioni del libero insegnamento e della scelta di presentare il punto di vista sulla caduta del Muro di un giovane nato dopo l’89 e non di un vecchio professore. Ha aggiunto anche che la spesa era contenuta, solo 15.000 euro.Sulla croce celtica, ha ribadito che i cimiteri irlandesi ne sono pieni e non ha dimenticato di replicare al PD: «Il Soviet decideva quale fosse la verità, come dovesse essere scritta e da chi. Ma il Muro è caduto! Il Pd si rassegni, invece di reagire con nostalgia scomposta al fallimento del comunismo».

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