Il mio punteggio in GPS è sbagliato e non sarà corretto. Lettera

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Inviato da Alessia Marciano – Vorrei che lunedì 14 settembre tutti gli inviati dei tg e delle grandi testate giornalistiche italiane, si recassero fuori le scuole per rendere noto quanti docenti mancheranno nelle aule e quanti disagi verranno creati alle famiglie.

I docenti precari, quest’anno, hanno subito un duro colpo grazie ad un ministro che forse vive in una realtà parallela. 
Mancano gli insegnanti, vero, ma per questo nuovo anno scolastico, la maggior parte degli alunni di tutta Italia non avrà più i suoi insegnanti, che, seppur precari, nell’ultimo triennio avevano garantito una continuità didattica. Avranno in cattedra docenti diversi: grandi dottori, ricercatori universitari, persone di una certa professionalità nessuno lo mette in dubbio, ma una professionalità teorica che non può essere sostituita ad una professionalità fatta di esperienza, formazione e dialogo continuo.
In questi giorni ho pianto, si ho pianto, perché in questo periodo i miei alunni, e talvolta anche le loro mamme, mi hanno chiesto se sarei ritornata ad essere la loro prof.
Durante il periodo di didattica a distanza, paradossalmente, siamo stati più vicini che mai e lo scorso venerdì mi è arrivato questo messaggio: “prof. lei è con noi quest’anno?”
Non ho avuto il coraggio di rispondere a quella richiesta, perché ho paura di deluderli. Ho paura di deludere i miei alunni più fragili, quelli che si sentivano e venivano trattati come “ultimi” e che adesso si sentono più forti.
I miei alunni super speciali che da esclusi si sono sentiti parte di una comunità.

Sentiamo sempre più spesso: “diamo spazio ai giovani?”
Beh, io lo sono!
Ho 31 anni appena compiuti e già 5 anni di precariato alle spalle.
Sono giovane, ho grinta, forza, passione e chi mi conosce professionalmente, sa di cosa sto parlando…
Il 14 settembre non sarò in classe come tanti altri colleghi..
Hanno sbagliato il mio punteggio in graduatoria e mi hanno detto che non si può fare nulla e che per il ministro va bene così.
Hanno leso un mio diritto senza chiedere scusa e senza modificare l’errore commesso.
Nella mia situazione si trovano migliaia di altri colleghi ma nessuno ne parla, tutto tace..
Nessuno sembra volerci ascoltare, nessuno, a parte noi, sa come stanno realmente le cose.
“Siete una classe di privilegiati” spesso si sente anche questo. Vero, lo siamo, e quest’anno ci verrà tolto il più grande tra i privilegi: non accogliere i nostri alunni il primo giorno di scuola, non poter ascoltare i racconti delle loro vacanze e non potergli dire: “forza, diamoci da fare, questo nuovo anno scolastico sarà migliore di quelli passati.”

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