Il Ministro dell’istruzione sia paladino dell’illuminismo. Lettera

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Inviato da Enrico Maranzana – La scuola rifiuta la cultura illuminista, che consiste nel superamento del principio d’autorità, dell’ipse dixit e nell’adozione del metodo scientifico, caratterizzato dalla rigorosità dell’osservare.

Può essere utile ricordare che le fasi del metodo, già anticipate da Galileo, sono: la definizione del problema in termini di risultati attesi, seguita dall’osservazione, dalla raccolta dei dati, dalla formulazione d’ipotesi, dalla verifica sperimentale e dal controllo (feed-back, gestione dell’errore). La soluzione è validata se lo scostamento attese-esiti è trascurabile; in caso contrario tutte le fasi del processo sono da rivisitare. 

Nel 1974, definendo l’attuale struttura decisionale della scuola, il legislatore, ha posto il metodo scientifico a fondamento della vita scolastica, dando mandato ai Collegi dei docenti di “valutare periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”. Purtroppo, la norma non ha avuto seguito. 

Anche le disposizioni sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, del 1999, che rinforzano la razionalità del procedere educativo,  sono state disattese. La disubbidienza amministrativa imperante ne ha impedito la corretta adozione.

La norma infatti recita: “L’autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione d’interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana”.

È noto che progettualità e metodo scientifico sono sinonimi; la consistenza della loro applicazione può essere desunta dalle risposte alle domande:

• quante sono le scuole il cui Piano Triennale dell’Offerta Formativa enuncia i traguardi in funzione dell’esercizio del controllo?

• quante sono le scuole in cui i Collegi dei docenti hanno formulato ipotesi per orientare tutti gli insegnamenti verso “Gli orientamenti e gli obiettivi programmati”?

• quanti sono i Consigli di Classe che, progettando i percorsi d’istruzione, hanno adeguato gli obiettivi del Collegio alle caratteristiche degli studenti loro affidati?

Ecco dunque il senso dell’appello teso all’inserimento dei temi narrati nell’agenda del nuovo governo, per l’avvio alla necessaria rivoluzione culturale. 

Un esempio della gestione scolastica rinnovata è reperibile in rete: “Un approccio scientifico alla riforma della scuola”.

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