Il ministro dell’istruzione e del merito vive nella nebbia. Lettera

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Inviato da Enrico Maranzana – Il ministro Giuseppe Valditara, intervenuto a Didacta, ha parlato del personale scolastico: “Io voglio ringraziarlo per lo straordinario lavoro che, con stipendi del tutto inadeguati, in tutti questi anni hanno fatto. Quando li incontro vedo la passione, vedo la gioia.”

Si tratta di un ringraziamento mal motivato: il lavoro di tutti i dipendenti dello Stato deve svilupparsi in conformità al sistema di regole in cui sono immersi. Se il ministro avesse applicato tale principio per giudicare l’attività professionale dei dirigenti e dei docenti, non avrebbe parlato di straordinarietà, di passione e di gioia, ma di negligenza.

L’applicazione della legge 297/94, che disegna la struttura decisionale delle scuole, giustifica l’addebito. Si trascrivono gli adempimenti previsti. Il consiglio di Circolo/Istituto è l’organo strategico che, “elaborando e adottando gli indirizzi generali”, elenca i traguardi che gli studenti devono aver conquistato al termine del loro percorso scolastico. Deve inoltre definire ”i criteri generali per la programmazione educativa”, per specificare l’oggetto del mandato che conferisce al Collegio dei docenti. Questo “programma l’azione educativa” per identificare le capacità sottese ai traguardi indicati dal Consiglio, per ideare e gestire percorsi per il loro perseguimento e per “valutare periodicamente” l’efficacia della propria azione.

L’elusione della legge è documentata: in rete “Quale formazione per il dirigente scolastico?”

Quanto esposto non è un caso isolato: ecco due situazioni in cui si è manifestata la mancanza di un’adeguata conoscenza dell’istituzione. Nella precedente legislatura è stato depositato un disegno per lo “Sviluppo di competenze non cognitive nei percorsi scolastici”. Era prevista la corrispondente formazione dei docenti. Si tratta della duplicazione della “programmazione dell’azione educativa”: una fonte di confusione generata dal duplice binario su cui sviluppare la progettazione pedagogica. La legge 107/2015 è il secondo caso. Il paragrafo 7 elenca “gli obiettivi formativi ritenuti prioritari”. Avrebbe dovuto essere una proposta guida per i Consigli di Circolo/Istituto, la falsariga per l’indicazione delle competenze che gli studenti devono conquistare, da elencare nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Più del 50% dei traguardi indicati dal legislatore è sbagliato: fini e mezzi non sono stati distinti.

Nota di chiusura. Le situazioni esposte hanno un tratto comune: l’assenza della visione d’insieme. La passione e la gioia sono aspetti che riguardano i singoli individui: le potenzialità della sinergia sono trascurate, nonostante siano essenziali per conseguire la finalità del sistema scolastico. Gli errori nella definizione dei traguardi formativi, della cosiddetta buona scuola, sono indice dell’assenza della necessaria cultura sistemica.

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