Il ministro Bianchi innova, applicando la legge. Lettera

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Il ministro Patrizio Bianchi é intervenuto al convegno “I giovani nel cuore dell’Europa”, del 3/6. Ha più volte sollecitato il personale scolastico all’attenta lettura delle norme: “Il mito ossessivo del programma” e il frazionamento degli insegnamenti dovuto a “l’incomunicabilità tra le materie” sono da superare, perché appartengono al passato.

Ha ricordato che la trasformazione, che consiste nella progressiva conquista della propria identità, è la finalità istituzionale. Un traguardo da approssimare sollecitando e promuovendo la capacità progettuale. Si tratta di coinvolgere gli studenti in attività di cui possiedono l’origine e il senso.

Per rinforzare il suo messaggio ha portato due esempi: la matematica non è fare di conto ma un campo in cui si astrae, dove si fanno scelte e si sperimenta; il latino e il greco conducono all’uso consapevole delle parole.

La valenza dei due esempi si dilata e si rafforza se associati al concetto “competenza” che, come noto, è un Mix di capacità/abilità e conoscenza. Il potenziamento delle capacità è la meta comune a tutti gli insegnamenti, mentre le abilità e le conoscenze costituiscono la strumentazione didattica [CFR art.2 legge 53/2003 lettera a)].

Finalmente una vera rivoluzione! La scuola è vista come sistema. La tradizionale gestione scolastica, parcellizzata, che privilegia l’insegnamento delle diverse materie, è da abbandonare. La collegialità deve diventare il nuovo modus vivendi: si deve “programmare l’azione educativa” progettando gli itinerari d’apprendimento e “valutando periodicamente l’azione didattica”.

Un profondo cambiamento metodologico: si abbandona il procedimento Bottom-up (dalle materie ai traguardi) per adottare il Top_down (dai risultati alle materie).

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