Il ministero disciplini la didattica a distanza. Lettera

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Inviato da Mauro Fradegradi – Carissimi di OS,nonostante i plausi al Ministero per come sta organizzando questo difficile momento, mi sento di dissentire.

Innanzitutto, la nota 388 a firma di Bruschi dice tutto e dice nulla: non solo dà semplici indicazioni che, essendo “nota”, possono anche essere disattese, ma inoltre si contraddice in più passaggi.

L’unico obbligo che abbiamo noi docenti è di assicurare la didattica a distanza come normato dal Dpcm del 25 febbraio, mentre non viene intaccata ovviamente e giustamente la libertà d’insegnamento come da Dpr 275/1999.

Contesto la nota 388 innanzitutto per la sua forma discorsiva e non istituzionale, di cui avremmo avuto invece molto bisogno per comprendere appieno cosa dobbiamo fare e come. Anche se molti applaudono a questa versione empatica della nota, che accorcia le distanze tra Ministero e docenti, va rilevato come proprio questa “confidenza” non normi di fatto nulla e tutto venga demandato ai singoli docenti, mettendoli nell’incomoda posizione di dover decidere su questioni sulle quali mai avevano deciso. Tra l’altro questioni delicate che potrebbero mettere a rischio la validità dell’anno scolastico.

Oltre alla ridondanza inutile della nota, che sembra una pagina del libro Cuore, contesto anche i paradossi e le contraddizioni che hanno generato di conseguenza un ginepraio di interpretazioni causando l’inopportuno e indesiderato effetto Babele. Le scuole si muovono ognuna a modo suo. E come ci sono dirigenti che fin dal primo giorno lavorano e per mantenere viva la didattica e il rapporto tra docente e alunno, ci sono dirigenti che hanno abbandonato la loro scuola, che copincollano direttive prese da altre scuole, che non intervengono con tempestività in aiuto dei docenti, e magari solo criticandoli. Il tutto a causa di un problema che sta a monte: la mancanza di precise direttive non interpretabili.

Nello specifico, chiedo a chi di dovere di intervenire immediatamente, senza più nessun’altra dilazione temporale, per:

– disciplinare la rimodulazione della programmazione didattica in regime di didattica a distanza con un modello unico ministeriale

– disciplinare la verifica delle presenze alle video lezioni e delle restituzioni degli elaborati assegnati, e sua validità giuridica

– disciplinare i criteri e le tipologie di valutazione e loro validità giuridica, senza lasciare questa articolata scelta ai singoli docenti o tutt’al più all’autonomia scolastica

– disciplinare le conseguenze a livello giuridico di chi disattende il diritto di istruzione, ma anche degli alunni che disattendono l’obbligo scolastico e così scongiurare, di fatto, il 6 politico e l’infelice sanatoria di cui si mormora: con una direttiva sulla valutazione, il lavoro dei docenti on viene vanificato, anzi, viene strettamente correlato e proporzionato alla restituzione degli alunni, perché senza valutazione non c’è didattica

– regolare e superare il digital divide per poter permettere a tutti i docenti di raggiungere ogni alunno

– evitare l’irresponsabile sperpero di denaro pubblico in un momento in cui sarebbe preferibile convogliarlo alla sanità senza nessuna riserva

– emanare direttiva che cancella, per l’attuale anno scolastico, il requisito della prova INVALSI per essere ammessi agli esami finali

– in ultimo, indicare immediatamente come si affronteranno gli esami di stato alla fine del I ciclo e del II ciclo in caso non si rientrasse più a scuola: non possiamo aspettare ulteriormente.

Sperando che queste mie richieste siano rese note e visibili a chi di dovere, ringrazio per l’attenzione e lo spazio dato.

Buon lavoro

Prof. Mauro Fradegradi – Abbiategrasso, Milano

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