Il ministero dell’istruzione vive nell’indeterminatezza. Lettera

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Inviata da Enrico Maranzana – Il ministero dell’istruzione opera come un progettista di un prototipo di formula uno che valuta le proprie realizzazioni in base ai tempi di percorrenza, assumendo l’abilità del pilota come variabile esogena.

Ecco perché.

2012  Il ministro dell’istruzione Francesco Profumo, in concerto con la fondazione Agnelli, ha individuato nella scuola media il punto più debole del sistema scolastico e ha espresso la volontà di riformarla: “Quelli transitori sono i momenti più difficili ai quali fino ad oggi la scuola ha dedicato poca attenzione e sui quali lavoreremo con impegno”.

2022 Il ministro Patrizio Bianchi ha affermato: “La scuola secondaria ha bisogno di essere ripensata, in particolare la scuola Media” perché è “l’anello debole” del sistema scolastico italiano, non è ancorata alla primaria e non è in continuità con gli istituti superiori. Ha inoltre delineato il modello educativo cui tendere: “Non una scuola d’informazione ma di formazione, di formazione di capacità critiche”, una scuola orientata alla “scoperta dei contenuti”.

Per dar corpo alla tesi inizialmente espressa si trascrive quanto il ministero espone in rete.
La scuola secondaria di primo grado, attraverso le discipline:
 Stimola la crescita delle capacità autonome di studio e di interazione sociale;
 Sviluppa progressivamente le competenze e le capacità di scelta corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi;
 Fornisce strumenti adeguati alla prosecuzione delle attività di istruzione e formazione;
 Aiuta a orientarsi per la successiva scelta di istruzione e formazione;
 …

Da cui discende la perfetta similitudine con le attese espresse dal ministro Patrizio Bianchi, perché le discipline sono strumentali rispetto ai traguardi formativi, perché le capacità autonome di studio si manifestano nella scoperta dei contenuti, perché il mandato conferito alle scuole si sostanzia della continuità con gli studi successivi. Evidente appare, inoltre, la sovrapponibilità del significato delle capacità critiche con le capacità di scelta.

Chiudiamo il cerchio e assumiamo l’abilità del pilota come variabile endogena: accerteremo l’origine della debolezza formativa della scuola secondaria di primo grado, di cui nessuno vuole parlare.

Gli ordini del giorno delle convocazioni del Collegio dei Docenti, che molte scuole mettono in rete, forniscono le informazioni necessarie. Non se ne trova uno che impegni l’organismo collegiale al rispetto della norma “Valutazione periodica dell’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”.

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