Il ministero dell’Istruzione ha incontrato Anief per i decreti sulle immissioni in ruolo 2022/23 degli insegnanti di Religione cattolica e personale Educativo

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Stamane si è tenuta una videoconferenza tra il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione – Direzione generale per il personale scolastico del Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali sul tema “Informativa DM immissioni in ruolo IRC e PED”. Per Anief erano presenti per Alessandro Manfridi, Giuseppe Fusco e Vittorio Forgione. Ha presieduto l’incontro per il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione – Direzione generale per il personale scolastico il dottor Luca Volontè.

L’incontro è iniziato con la presentazione del Decreto ministeriale sulle assunzioni in ruolo organici di personale Educativo per l’anno 2022/2023. Come Anief ci dispiace constatare la mera e semplice formalità di questi incontri, considerando che durante l’ultimo incontro erano state fatte alcune osservazioni: controllo della tabella sul calcolo effettuato per l’organico del personale educativo, superamento del blocco organico effettuato solo ed esclusivamente sul personale educativo, possibilità di organico di fatto in considerazione che le iscrizioni nelle istituzioni educative non terminano a gennaio ma si protraggono anche fino ad agosto, possibilità di organico in deroga, l’attivazione di percorsi abilitanti considerato che l’ultimo concorso risale al 2000, richiesta di un tavolo specifico per il personale educativo, osservazioni cadute nel nulla visto i numeri e le tabelle inviateci.

Vittorio Forgione ha osservato che per quanto concerne le immissioni in ruolo, siamo davvero esterrefatti: si realizzano circa 60 assunzioni a livello nazionale su 67 cessazioni, dove si vanno a scorporare i 7 esuberi e non si tiene conto dei 400 posti vacanti. Sembra davvero assurdo, un vero e proprio accanimento contro un’intera categoria che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’offerta formativa scolastica italiana. Si fa presente che ci sono delle sentenze contro la reiterazione dei contratti e come Anief continueremo a tutelare il personale educativo nelle sedi opportune ed eventualmente ci accingeremo alla mobilitazione dell’intera categoria. Ultima osservazione, il sindacalista chiede che la Call Veloce sia effettuata nei termini stabiliti ed avendo a disposizioni i dati dei posti disponibili rimasti non assegnati.

Viene poi presentato il DM assunzione in ruolo 2022/2023 IRC, il quale, considerato che il numero complessivo dei posti vacanti e disponibili, risultanti al sistema informativo, per l’insegnamento della religione cattolica, rispetto al 70% della dotazione organica, per l’anno scolastico 2022/2023, è pari a 6.949 posti; che il numero delle cessazioni con decorrenza 1° settembre 2022 risulta pari a 422 unità e che, a seguito dell’autorizzazione di MEF E MPA per la immissione in ruolo di 422 unità, in base all’art. 1-bis, commi 1 e 2, del DL n. 126/2019, convertito, con modificazioni, dalla L 159/2019, decreta che le immissioni in ruolo per l’a.s. 2022/23 continuino ad essere effettuate mediante scorrimento degli elenchi del concorso 2004.

Il contingente complessivo di 422 assunzioni a tempo determinato è ripartito in contingenti regionali sulla base delle cessazioni effettive di ciascuna regione in misura proporzionale ai posti disponibili in organico per l’a.s. 2022/23. Secondo la tabella allegata al Decreto i posti dei docenti di religione che entreranno effettivamente in ruolo per l’a.s. 2022/23 risulta essere complessivamente di 130 unità, stante gli elenchi relativi alle diocesi.

Manfridi interviene chiedendo spiegazioni in merito ai numeri presentati dalla tabella allegata al Decreto.

In particolare, da un confronto con la tabella pubblicata dal Ministero nel DM 252/2021 si rileva che nelle GM residue detratte dal contingente nomine gli insegnanti in infanzia e primaria in Campania sono 562 nel 2021, 415 nel 2022; nel medesimo ruolo, i docenti della Calabria passano da 191 a 150 mentre nel ruolo delle scuole secondarie i docenti della Basilicata passano da 23 a 28. Tali numeri non sono giustificati da quelli relativi ai pensionamenti, si chiede dunque un controllo e un riscontro sugli stessi numeri. Nel Lazio poi compaiono 10 docenti in infanzia e primaria da immettere in ruolo quando l’anno scorso gli elenchi risultavano esauriti. Si chiede che si ottengano quanti più posti possibili, in particolare con la spalmatura dei posti previsti in diocesi tra i posti di secondaria a quelli di infanzia e primaria e viceversa, ove possibile.

Manfridi infine chiede al dottor Volontè di presentare la seguente osservazione al Ministero su argomento non in oggetto dell’odierno incontro. Osservando i numeri si rileva come il DM calcoli 6949 posti vacanti e disponibili che, al netto delle 130 assunzioni calcolate per l’a.s. 2022-23, prevederebbero di mettere a bando per il prossimo concorso un numero superiore a 6.819 posti, dovendo calcolare i posti che andranno a liberarsi per gli aa.ss. 2023/24 e 2024-25. Un numero dunque superiore di oltre duemila posti rispetto ai 5116 previsti dal DPCM del 20 luglio 2021 secondo quanto pubblicato in GU il 28 settembre 2021. È infine necessario che ministero dell’Istruzione e Mef, dopo la procedura per le stabilizzazioni prevista da questo DM, possano rivedere i numeri da mettere a bando per il prossimo concorso scuola per i docenti di religione cattolica.

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