Il Ministero dell’istruzione e del merito persevera nell’errore. Lettera

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Inviata da Enrico Maranzana – Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato avvio ai corsi di formazione per i docenti in servizio. La dotazione per il 2023 è di 150 milioni di euro finalizzata alle attività di orientamento, d’inclusione, di contrasto della dispersione scolastica …

Si tratta di un’iniziativa viziata dall’errore che da decenni infarcisce l’attività ministeriale: supporre che il modello universitario coincida con quello scolastico. Non è così: alla trasmissione dei saperi disciplinari si contrappone, sul versante scolastico, “la progettazione e la realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti”.

Dall’interpretazione della norma emerge l’inconciliabilità tra le due visioni: la formazione consiste nel mettere gli studenti in grado di interagire positivamente con l’ambiente, impegno documentato dai Piani Triennali dell’Offerta Formativa. L’educazione riguarda lo sviluppo delle capacità richieste dai traguardi formativi. L’istruzione implica il coordinamento degli insegnamenti nell’ideazione di percorsi unitari verso i traguardi educativi.

Ecco perché la destinazione dell’investimento milionario è sbagliata: i docenti rappresentano il momento esecutivo della progettazione d’istituto; il loro autonomo contributo al conseguimento degli esiti attesi ha scarse possibilità di successo.
Sarebbe stato corretto intervenire sulla dirigenza. La sua responsabilità primaria è: portare a unità l’attività scolastica. Le convocazioni degli organismi di governo, stilate dai presidi, mostrano costanti e generalizzate omissioni ed elusioni. Queste hanno tarpato le ali alle attività collegiali e sono all’origine dello stallo in cui langue l’istituzione.

Sarebbe stato sufficiente vigilare sulla corretta applicazione della legge per dar l’avvio a un’efficace strategia verso l’inclusione, l’orientamento e l’abbattimento della dispersione; controllo che avrebbe restituito il perduto prestigio alla scuola e ai docenti. [Un esempio delle elusioni e delle omissioni lo fornisce il decreto delegato 416/1974, rinforzato nel 1994 e tuttora vigente. Quanti Collegi dei docenti sono stati convocati per “Valutare (periodicamente) l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica”?].

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