Il Ministero della scuola si chiama dell’Istruzione e non dell’educazione. Lettera

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da Prof. Marcello Iacobacci – Sono un docente in pensione, dopo 40 anni di onorata carriera. Mi tengo aggiornato su tutte le notizie riguardanti la scuola e sull’evoluzione sociale del nostro Paese.

Rimango completamente esterrefatto quando leggo interventi, anche di insigni luminari e personalità del campo delle scienze sociali, che individuano le ragioni della crisi che stiamo vivendo, nella scarsa educazione che la scuola impartisce al giorno d’oggi.

Vorrei ricordare e mettere bene in chiaro che il ministero della scuola si chiama ministero dell’Istruzione e non dell’ educazione.
Vorrei anche fare notare, comunque, che, se è difficile impartire un’istruzione, ancor più difficile indurre l’educazione che può essere solo il risultato di esempi comportamentali da parte dell’educatore.
Ultima considerazione riguarda, neanche a farlo apposta, l’esiguità degli stipendi degli insegnanti che per essere dei modelli credibili da emulare nella società di oggi dovrebbero essere ben remunerati.
Quante persone starebbero dietro a una influencer, se andasse in giro vestita di umili vesti, abitante in una casa in affitto e continuamente morosa per mancanza di denaro?

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