Il metodo MusicArte di Daniele Pasini, un manuale di musica, disegno, matematica e sport

di redazione
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Comunicato – Tratto dall’intervista di Gianmarco Murru dal titolo “Una musica si può fare”. 

[…] Mi è capitato tra le mani un manuale di musica per bambini “MusicArte – Musica Arte e Immagine nella scuola primaria”, autoprodotto dal Maestro Daniele Pasini. Il libro ti costringe alla concentrazione massima, un adulto medio avrebbe difficoltà a capire ogni passaggio. Il famoso analfabetismo di ritorno, oppure difficoltà primordiali a comprendere un testo complesso. I bambini no, loro sono spugne pronte ad accogliere anche le difficoltà più dure. Come afferma lo stesso autore “se non faticano adesso, quando avranno una seconda possibilità per imparare?”.

MusicArte

Si fatica, dunque. Si costruisce la conoscenza della musica da lontano, partendo dalla pratica e dalla manualità. I bambini devono disegnare da se i loro quaderni, i pentagrammi. Imparare a creare lo spazio tra le righe, tra le note e disegnare ogni cosa a mano. Si, anche le righe del quaderno, tutto è creato dai bambini.
L’atto di scrivere, di usare le mani e la matita, al posto di una tastiera di un pc oppure un quaderno già pronto, fa capire che ogni pezzo della composizione musicale rientra in una serie di regole precise. La composizione e l’esecuzione vera e propria arriva dopo, dopo molte pagine di questo piccolo grande manuale di musica, ma anche di filosofia. I concetti di spazio e di tempo occupano il nostro vivere quotidiano senza lasciare traccia, non ci accorgiamo di cosa significano questi due aspetti estrapolati dal contesto. La musica ha questa meravigliosa qualità, racchiude in sé le due dimensioni.

Maestro Pasini, come è nata l’idea di un manuale musicale per i bambini?

L’idea è nata dalla congiuntura favorevole di passato e presente.
Appartengono al passato la mia formazione musicale, la naturale predisposizione all’improvvisazione, la lettura di alcuni passi del libro dal titolo “Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante”, i tre anni di lezioni di disegno presso la “Scuola d’Arte Artemisia” di Cagliari e la decisione, da parte della Preside dell’Istituto Comprensivo Quartu 5 (CA), di assegnarmi Musica e Arte e Immagine in tutte le classi della scuola primaria di via san Benedetto.
Al presente, invece, appartiene il desiderio continuo di sperimentazione, per la formulazione di nuove strategie didattiche che possano rompere gli schemi delle metodologie tradizionali.

Qual è l’aspetto innovativo che può rivendicare nel suo metodo?

Ci sono diversi aspetti, tutti intrinsecamente legati tra loro. Essi sono:
1. Il diritto del bambino alla complessità, alla fatica e all’allenamento del sano senso della sfida […];
2. Potenziamento della percezione […];
3. Valorizzazione dell’aspetto grafico della musica […];
4. Lo spartito musicale è un disegno geometrico in cui le note vengono scritte e posizionate, a mano, secondo criteri geometrici […];
5. Esercizi di ear training e eye training […];
6. Spartiti in 3D […] (essi sono nati dalla collaborazione con gli insegnanti di sostegno del plesso);
7. Tastiera muta in 3D […];
8. Il disegno della musica (che ha il suo fondamento nel contrappunto bachiano) come “porta” per arrivare al disegno di vignette […];
9. Il passaggio dall’uso del quaderno all’uso dei fogli bianchi, fino alla teorizzazione di una scuola bianca, una scuola originale e personalizzata […];
10. Uso (saltuario e solo per il disegno), del pennino e calamaio […];
11. Gare di famiglia […].

I bambini della scuola primaria riescono a realizzare e studiare uno spartito?

I bambini riescono tranquillamente a realizzare uno spartito e a coglierne gli elementi caratteristici. Il segreto è far vedere loro lo spartito come un disegno, osservandone tutti i dettagli. Per chi ha difficoltà, ci si serve di alcuni strumenti compensativi […]. (per leggere l’intera intervista clicca QUI)

Altre pubblicazioni in programma

Per adesso ho pubblicato il mio secondo libro. Ho in programma il terzo libro, nel quale spiegherò esattamente come lavoro in classe, anche se nei primi due libri ci sono moltissime idee da mettere in campo, per professionisti del settore e non.

Spero di essere contattato dalle scuole per corsi di formazione sull’insegnamento della musica alla primaria.

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