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Il linguaggio nei bambini della scuola dell’infanzia e primaria: l’UDA per l’infanzia “fonologica…mente”

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I primi ricercatori linguistici ritenevano che quando un bambino avesse raggiunto l’età scolare (i sei anni, dunque) le sue abilità linguistiche fossero quasi completamente sviluppate, ma in realtà c’è un’enorme crescita in tutti gli aspetti del linguaggio e i bambini imparano a comunicare in modo più efficace durante gli anni scolastici. In altre parole, non stanno imparando che cos’è la lingua, ma a cosa serve.

Aree di sviluppo

Sintassi (grammatica orale e scritta): una maggiore comprensione e uso di frasi complesse. Ciò include marcatori morfologici.

Semantica (il significato e l’organizzazione delle parole): ampliare il vocabolario e la capacità di comprendere la lingua scritta e parlata utilizzando il contesto per favorire la comprensione.

Fonologia: (suoni del parlato): Le capacità di articolazione continuano a svilupparsi fino all’età di circa otto anni, quando tutti i suoni del parlato in inglese vengono pronunciati correttamente.

Pragmatica: (l’uso sociale del linguaggio) e capacità in espansione di richiedere, informare, esprimere sentimenti e tenere conversazioni con gli altri. Capire quando è opportuno parlare, le intenzioni degli altri e come entrare in una conversazione.

Metalinguistica: (capacità di riflettere oggettivamente sul linguaggio o usare il linguaggio per pensare al linguaggio)- una maggiore capacità di comprendere e usare l’umorismo, il linguaggio figurato, l’ambiguità e le metafore. Ciò include anche la capacità di identificare unità discorsive sempre più piccole e quindi collegarle a lettere e parole scritte. Bambini, diventate consapevoli e producete parole in rima e manipolate i suoni in parole.

Il logopedista

Il logopedista è la figura più indicata e meglio formata per aiutare i bambini che potrebbero avere difficoltà in queste aree. Questi bambini possono avere difficoltà a elaborare le informazioni uditive e scritte e a ricordarle, il che rende molto difficile seguire le indicazioni, specialmente in un ambiente rumoroso.

Possono avere difficoltà a ottenere l'”idea principale” quando cercano di estrarre informazioni parlate o scritte.

La conversazione dei bambini

La loro conversazione può sembrare tangenziale e talvolta possono sembrare che abbiano problemi a trovare le parole che li spingono a gesticolare o utilizzare interiezioni come “la cosa uhm, sai ….”. I bambini con difficoltà linguistiche sono spesso inconsapevoli del proprio pensiero e dei propri processi di apprendimento e hanno una metacognizione poco sviluppata.

I migliori consigli per i genitori

I migliori consigli per i genitori di bambini che hanno difficoltà a capire o a raccontare storie:

  • Leggi ogni giorno ai tuoi figli e con i tuoi figli e parla del materiale di lettura. Parla di altri possibili risultati, di cosa potrebbero aver provato i personaggi, fai previsioni mentre leggi la storia e vedi quali si avverano.
  • Leggi il contenuto che fa rima in modo che inizino a sentire quegli aspetti del linguaggio e quando sono sicuri di identificare le parole in rima, chiedi loro di completare la riga usando la parola in rima, ad esempio “il gatto grasso si è seduto sul …..”
  • Aiutali a identificare l’idea principale di qualsiasi storia che hanno letto o sentito.
  • Sii un ascoltatore interessato quando tuo figlio ti racconta una storia. Modella buone capacità di ascolto stabilendo un contatto visivo e interessandosi.
  • Rendi tuo figlio consapevole dell’inizio, della metà e della fine delle storie e usa parole che indicano quelle parti.
  • Concedi loro più tempo per pensare prima di parlare e incoraggiali a dirti in una frase cosa intendono se tendono ad andare su tangenti lunghe e non correlate.
  • Incoraggia tuo figlio a raccontare una storia con parole sue a te o a un nuovo ascoltatore.

I consigli per gli insegnanti

I migliori consigli per insegnanti di studenti che hanno difficoltà di elaborazione uditiva:

  • Prova ad associare l’ascolto alle informazioni visive. Avere una lista scritta o una spiegazione oltre a dare istruzioni.
  • Mantieni le istruzioni brevi e specifiche.
  • Concedi più tempo per pensare a uno studente che ha bisogno di più tempo per elaborare le informazioni.
  • Chiedi allo studente di ripeterti le istruzioni.
  • Verifica che comprendano nuovi vocaboli o concetti.
  • Rallenta leggermente il tuo discorso ed enfatizza le parole importanti con la tua voce.
  • Posiziona lo studente dove puoi monitorare la confusione o la mancanza di comprensione.

Cosa deve fare l’insegnante e cosa deve progettare

Ogni intervento va pensato, progettato e, solo dopo, attuato nella sua globalità. Dicevamo va ideato sulla scorta di quelli che sono i report determinati da verifiche e valutazioni, di classe e individuali. Vanno costruite apposite Unità di Apprendimento. Una, come esempio, l’unità di apprendimento: “fonologica…mente” realizzata per alunni di 4 e 5 anni con un obiettivo molto chiaro “favorire l’acquisizione dei prerequisiti al termine della Scuola dell’Infanzia necessari al bambino per poter affrontare in seguito, con successo, l’apprendimento della letto-scrittura. Per insegnare a leggere e a scrivere bisogna prima occuparsi del linguaggio parlato. Tra linguaggio verbale e linguaggio scritto esiste, infatti, un legame invisibile, come una “cerniera”: la metafonologia, dove il bambino diventa soggetto attivo e riflette sulla “parola” attraverso attività e giochi fonologici fondamentali per stimolare le competenze linguistiche” come scrivono i docenti dell’Istituto Comprensivo Statale Gualdo Tadino diretto dal dirigente scolastico Dott. Fabrizio Bisciaio, una vera eccellenza nel campo della gestione delle scuole e della didattica.

UDA fonologia

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