Il liceo musicale nasce morto

di Lalla
ipsef

Domenico Piccichè – Chi legge conosce bene il lavoro minuzioso e certosino che ha permesso il parto dei licei musicali e coreutici. Un lavoro al quale il CNAFAM (Coordinamento Nazionale Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) si pregia di aver partecipato, sia attraverso le audizioni svolte alla Camera e al Senato, sia seguendo da vicino l’operato del Gruppo disciplinare musicale e coreutico creato dal consigliere del Ministro dott. Max Bruschi e guidato dal prof. Emanuele Beschi. Un lavoro che ha permesso di dar luogo ad una buona "cornice" normativa: il quadro orario, le indicazioni nazionali, tutto all’impronta della massima serietà e professionalità.

Domenico Piccichè – Chi legge conosce bene il lavoro minuzioso e certosino che ha permesso il parto dei licei musicali e coreutici. Un lavoro al quale il CNAFAM (Coordinamento Nazionale Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) si pregia di aver partecipato, sia attraverso le audizioni svolte alla Camera e al Senato, sia seguendo da vicino l’operato del Gruppo disciplinare musicale e coreutico creato dal consigliere del Ministro dott. Max Bruschi e guidato dal prof. Emanuele Beschi. Un lavoro che ha permesso di dar luogo ad una buona "cornice" normativa: il quadro orario, le indicazioni nazionali, tutto all’impronta della massima serietà e professionalità.

Massima serietà e professionalità che avrebbero dovuto contraddistinguere anche la procedura di reclutamento personale docente. Sono infatti le persone che qualificano le istituzioni, e non viceversa.

Purtroppo, sia l’ultima bozza di DPR sulle classi di concorso che la nota ministeriale sulla fase transitoria eludono l’esigenza di fondare tali istituzioni sul merito, sulla serietà e sulla assoluta professionalità, e ci consegnano un liceo musicale in cui le cattedre di strumento (la disciplina fondante) sono prioritariamente assegnate ai docenti di ed. musicale (A031), senza neanche verificare il possesso dello specifico diploma di II livello, né di alcun requisito artistico-professionale. Non viene neanche citata la classe di concorso A077 (strumento musicale nella scuola secondaria di I grado), che invece risulta essere la più simile a quella di nuova istituzione.

Potrà essere dunque utilizzato per insegnare pianoforte nei licei musicali un docente di ruolo di ed. musicale dell’ex istituto magistrale che non tocchi lo strumento da 30 anni, e che non abbia mai fatto un concerto in vita sua.

Un docente già di ruolo, di una disciplina completamente diversa, privo di titoli artistico-professionali di rilievo, che non può neanche insegnare strumento musicale nella scuola secondaria di I grado in quanto la normativa non glielo consente, potrà invece avere accesso all’insegnamento di strumento nei licei musicali, sottraendo il posto di lavoro ad un docente qualificato e disoccupato.

Come dire: il liceo musicale nasce morto.

E’ questo il risultato della riforma? Sono questi i licei musicali che ambivano a prendere il posto dei Conservatori di musica nel delicatissimo segmento della formazione musicale di base?

Inoltre (altra cosa gravissima) nel liceo coreutico sono state unificate le cattedre di tecnica della danza classica e di tecnica della danza contemporanea in una sola (tecnica della danza). Quale mente partorisce simili assurde soluzioni? Il MIUR non ha tecnici o funzionari che capiscano qualcosa di musica o di danza? Dobbiamo continuare a lottare contro i mulini a vento, come Don Chisciotte?

Siamo sconcertati e amareggiati.

Avendo appreso da fonti di stampa che vi sarà una nuova riunione tra MIUR e OO.SS. sull’argomento la prossima settimana, rivolgiamo un appello al Ministro, ai consiglieri e ai dirigenti MIUR, e infine alle OO.SS., affinché intervengano in sede di redazione definitiva della bozza di regolamento, accogliendo le nostre seguenti richieste:

1) che nella redazione della bozza definitiva di regolamento, l’accesso all’insegnamento di Esecuzione ed interpretazione nei licei musicali sia esteso ai titolari di abilitazione nella classe A77, sia in ogni caso subordinato al possesso di diploma accademico di secondo livello nello specifico strumento, e che sia infine prevista una rigorosa valutazione dei titoli artistico-professionali;

2) che tali modifiche siano introdotte anche nella Nota ministeriale che governerà la fase transitoria (a.s. 2011/2012);

3) che nella tabella A (Allegato A) siano ripristinate le due classi di concorso separate per Tecnica della danza classica e Tecnica della danza contemporanea, così come previsto nella bozza originaria di DPR.

Il nostro coordinamento, che raggruppa migliaia di artisti, musicisti e danzatori di tutta Italia, continuerà a battersi al fine di dar vita ad una formazione artistica, musicale e coreutica di altissima qualità.

La bozza delle nuove classi di concorso

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