Il libro come strumento di mediazione e inclusione, c’è ancora spazio per la lettura nell’era social? INTERVISTA a Flavia Cristiano

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Nell’era digitale, dove i social media la fanno da padroni, c’è ancora spazio per la lettura? Ne abbiamo parlato con Flavia Cristiano, Presidente IBBY Italia.

Presidente Cristiano, voi come IBBY Italia sarete presenti alla fiera del libro per ragazzi a Bologna. In un’era caratterizzata dal digitale, dove i social media sono gli strumenti principali di comunicazione, nei quali prevalgono messaggi brevi se non addirittura il solo uso dell’immagine, quanto è importante promuovere la lettura soprattutto nei riguardi dei più giovani?

Promuovere la lettura è comunque importante, anche se il libro non è più protagonista assoluto ma convive con altre forme di comunicazione. La lettura è una conquista faticosa, dato che l’essere umano non è nato per leggere e che l’atto di leggere costringe il cervello a costruire. In particolare la lettura profonda, ossia la capacità di comprendere e utilizzare testi scritti e riflettere su di essi, resta uno strumento indispensabile per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità oltre che per essere parte attiva e consapevole della società. I tempi lunghi della lettura ci ‘vaccinano’ rispetto alle reazioni emotive e irrazionali stimolando il pensiero ‘lento’ e razionale.

Voi considerate il libro come un mezzo di mediazione e inclusione culturale e sociale. Tra i vostri obiettivi c’è quello di realizzare progetti di promozione alla lettura con particolare attenzione alle aree disagiate. Come riuscite a coinvolgere i ragazzi e quali risultati ottenete.

Lo scopo istituzionale di IBBY Italia è quello di difendere il diritto di tutti i bambini e gli adolescenti ad accedere ai libri e alla lettura, oltre che quello di promuovere la cooperazione internazionale e l’integrazione attraverso la letteratura per l’infanzia. È chiaro che la prima urgenza è quella di assicurare la presenza di libri in aree di disagio sociale o economico. Il nostro progetto più rappresentativo è certamente quello della Biblioteca IBBY creata a Lampedusa: una biblioteca di ‘silent book’ (ossia di albi illustrati senza testo) capaci di parlare tutte le lingue e di offrire spazi di evasione e di ‘normalità’ a tutti. Si tratta in questo caso di una mano tesa a chi ha bisogno (come stiamo facendo ora con il progetto ‘Libri per accogliere’ che lanceremo alla Fiera di Bologna). Ma ci sono progetti che affrontano anche l’importanza delle letture in ambiti meno problematici, ma non meno importanti: penso a BILL (Sigla per Biblioteca della legalità) un progetto costruito intorno a una bibliografia ragionata di libri capaci di stimolare la cultura della legalità, progetto cresciuto nel tempo che ha prodotto una rete di enti consociati (scuole, associazioni e biblioteche), uno sviluppo della bibliografia iniziale, una serie di pubblicazioni e una importante attività formativa. Il progetto cresce lentamente ma costantemente ed è diffuso in tutta Italia: mi sembra un buon risultato.

La vostra associazione supporta gli insegnanti con varie iniziative, tra queste vi è la realizzazione dell’IBBY Italia Honour List. Una lista dei libri più interessanti suddivisi in varie categorie. Ci spiega come viene realizzata questa lista e qual è la sua finalità?

La nostra Honour List (Crescere lettori) deriva da una attività istituzionale che svolgiamo per Ibby International: ogni due anni segnaliamo alla nostra casa madre (IBBY Italia è una delle 82 sezioni nazionali di IBBY I.) le migliori pubblicazioni edite in Italia nel settore della letteratura per l’infanzia ai fini della compilazione della Honour List internazionale. Per poter dare queste indicazioni chiediamo agli editori una copia degli ultimi titoli pubblicati e i libri così raccolti vengono valutati da una Commissione che seleziona i tre migliori. L’anno scorso abbiamo pensato di pubblicare una scelta più ampia che rappresentasse una prima Honour List italiana. È stato un lavoro molto interessante che spero possa continuare, con una partecipazione crescente degli editori, per poter offrire a tutti gli interessati (insegnanti, bibliotecari, librai) una mappa delle ‘eccellenze’ della nostra produzione.

Un’ultima domanda, come si può far crescere il piacere della lettura a scuola e come supportare gli insegnanti a promuovere letture al di fuori dei libri di testo?

Per prima cosa moltiplicando gli strumenti di conoscenza: la produzione di libri per bambini e bambine, come quella per ragazzi e ragazze è oggi una produzione molto ricca e stimolante. Oltre alla Honour List come IBBY Italia contiamo di avviare una vera e propria ‘Biblioteca on line’ che possa offrire recensioni e riferimenti bibliografici ai docenti, sia sui titoli per ragazzi sia su testi di supporto all’insegnamento (ovviamente con specifico riferimento alla lettura). Stiamo anche cercando di implementare l’offerta informativa e formativa mirata proprio agli insegnanti: l’anno scorso abbiamo avviato un ciclo di Incontri online (IBBYIncontra) che contiamo di riprendere dopo l’estate. Su questi temi sta lavorando al nostro interno un ‘Gruppo Scuola’ naturalmente disponibile e aperto a suggerimenti e interazioni. Per noi è un territorio nuovo, ma sono convinta che sia una prospettiva di fondamentale importanza se vogliamo, come vogliamo, far crescere il piacere della lettura soprattutto tra gli adolescenti.

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