Il Governo usa i soldi della denatalità per incentivare il 10% dei docenti più formati, secondo Anief è sbagliato: occorre sdoppiare le classi, aumentare le cattedre e tutelare il diritto alla famiglia

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Con il  Decreto Legge n. 36 su nuovo reclutamento, formazione e valutazione dei docenti, il Governo e il ministero dell’Istruzione vogliono utilizzare il fenomeno della denatalità per praticare dei tagli per andare a incentivare il 10% degli insegnanti che si formeranno più degli altri: ma sarebbe un grave errore, perché i soldi risparmiati per le minori iscrizioni dovrebbero essere invece messi a disposizione per lo sdoppiamento delle classi e per andare ad aumentare gli organici. A sostenerlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.

Intervistato dall’emittente radiofonica Italia Stampa, il leader del giovane sindacato ha ricordato le parole di Patrizio Bianchi: “Il ministro ha detto che a seguito della denatalità nei prossimi 10 anni il numero delle iscrizioni degli alunni potrebbe scendere addirittura di quasi un milione e mezzo rispetto ad oggi: solo che la soluzione certamente non è quella prospettata – ha detto Pacifico – , basti pensare che nell’ultima legge di bilancio sono stati solo 8.000 i posti di insegnamento in più per andare a combattere la dispersione scolastica in tutta Italia. Sarebbe una scelta veramente sbagliata: ne sarebbero voluti dieci volte tanto”.

 

A questo punto – ha continuato il leader dell’Anief – chiediamo al Governo di utilizzare questo momento per potere aumentare il numero di insegnanti per classe e per potere poi anche agevolare nella scuola la soddisfazione del diritto alla famiglia: purtroppo, con le attuali regole, che impongono vincoli sulla mobilità per neo-assunti e non solo, costretti a rimenare nella sede di servizio prescelta anche per cinque anni. Tutto questo allontana gli affetti e la famiglia. Una imposizione che – ha concluso il presidente Anief – contribuisce quindi anche all’aumento della denatalità”.

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