Il Governo promuove la riforma del voto di condotta e di nuovi tecnici e professionali, Anief approva le contromisure sui comportamenti errati (giusto sanzionare) e chiede certezze su personale e tempo scuola che vanno aumentati

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Oggi il Governo ha dato il via alla riforma delle valutazioni del comportamento degli studenti e dei corsi di studio degli istituti superiori tecnici e professionali. Il sindacato Anief approva la prima volontà legislativa, mentre presenta più di una riserva sulla seconda.

“Per arginare l’aumento esponenziale di casi di violenza a scuola, spesso contro docenti e personale, ben vengano le contromisure approvate oggi in Consiglio dei Ministri – ha detto Marcello Pacifico, presidente Anief – : è una posizione netta per coloro che non hanno ancora capito che il docente è un pubblico ufficiale e che a scuola, come fuori, ci sono delle regole civili a cui attenersi. Chi non lo fa è giusto che venga sanzionato in modo proporzionale e anche obbligato a seguire un percorso di recupero”.

Sulla revisione delle scuole superiori tecniche e professionali, Anief non concorda: “Si profilano all’orizzonte possibili riduzioni di tempi scuola e di personale scolastico, che invece va aumentato. Vorremmo che da questo punto di vista il Governo ci rassicuri, non solo a parole. Inoltre, sarebbe bene che negli Its operino docenti dello Stato, anche per affrontare la sfida del Pnrr. Servono anche opportunità reali d’impiego, soprattutto dove la dispersione scolastica è elevata. Vi sono territori con un alto numero di studenti stranieri, pochi stimoli sociali e tanta malavita: si genera un circolo vizioso che porta gli alunni meno ‘protetti’ a lasciare gli studi con una facilità; in questi contesti più operatori scolastici sono fondamentali. Ben vengano, quindi, docenti tutor e orientatori, ma l’organico aggiuntivo non può limitarsi a 10mila Ata per appena tre mesi. Ne servono almeno 40mila per tre anni. Infine – conclude Pacifico – servono immissioni in ruolo da Gps e il doppio canale di reclutamento”.

Il disegno di legge prevede che la valutazione del comportamento diventi strumento contro atti di violenza e bullismo: sarà espressa in decimi e avrà peso sui crediti per l’ammissione alla maturità. Un voto in condotta inferiore a sette potrebbe generare un “debito” in materia di educazione civica, da recuperare con esami incentrati su valori costituzionali. Solo chi prenderà 9 o 10 in condotta avrà diritto a ottenere il massimo dei crediti scolastici che andranno poi a fare media nel calcolo del voto finale di Maturità. Inoltre, è previsto il voto in condotta (non più giudizio) anche nelle scuole medie, e farà media. Novità per la sospensione dalle lezioni: fino a 2 giorni non prevederà l’allontanamento dalla scuola ma più impegno e studio in classe. Qualora la sospensione superi i 2 giorni, lo studente dovrà svolgere attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate.

L’avvio della riforma sperimentale dell’istruzione tecnica e professionale, prevista dal 2024/25, prevede il taglio di un anno di corso: si passerebbe da 5 a 4 anni totali. Dal prossimo settembre sarà avviata una sperimentazione in larga scala con percorsi quadriennali, più due ulteriori annualità negli Its Academy, che potrà coinvolgere fino a un massimo del 30% di istituti tecnici e professionali del territorio. Sarà utilizzata una metodologia “on-the-job”, con un massiccio utilizzo della formazione pratica, e il concetto di “campus tecnologico-professionale”, che coinvolgerà istituti tecnici e professionali in un percorso unico e integrato. Questo prevede l’ingresso di docenti ed esperti dal mondo del lavoro, contribuendo a un’offerta didattica più varia e applicata.

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