Il Governo pensa ad un pacchetto merito per gli studenti. Le prime reazioni

di
ipsef

red – La Fornero ha annunciato un provvedimento che premi gli studenti meritevoli, un pacchetto ancora da definire e che riguarderà studenti medi e universitari. Per la Rete della Conoscenza "specchietto per le allodole"

red – La Fornero ha annunciato un provvedimento che premi gli studenti meritevoli, un pacchetto ancora da definire e che riguarderà studenti medi e universitari. Per la Rete della Conoscenza "specchietto per le allodole"

Si pensa ad un premio in denaro, ma a che a forme di premialità come corsi estivi gratuiti e scelti daglistudenti. Per gli studenti universitari anche ad un accesso agevolato al mondo del lavoro. L’obiettivo è instaurare una sana competizione anche tra gli studenti. Il compito è stato assegnato agli esperti del Ministero dell’istruzione e sarà tradotto in un disegno di legge

Ieri, tutto ciò, è stato annunciato dal Ministro Fornero.

Non si sono fatte attendere le prime reazioni.

Puglisi, responsabile scuola del PD: "Pacchetto-merito? Non c’è merito senza equità"

Il ministro Profumo prepara un ‘pacchetto per il merito", Francesca Puglisi risponde che serve una scuola inclusiva che garantisca l’uguaglianza delle opportunità, così come stabilito dalla Costituzione

Apprendiamo da indiscrezioni di stampa che il Ministero dell’Istruzione sta preparando un pacchetto per il merito. Ma non c’è merito senza equità. E il Partito Democratico continua a credere fermamente che serva una scuola inclusiva e dell’uguaglianza delle opportunità, non competitiva.

Ogni centesimo disponibile, in questa fase di crisi economica, deve essere investito per combattere la dispersione scolastica, che non è problema solo del mezzogiorno, e per dare un posto nella scuola dell’infanzia ai bambini e le bambine. Le liste d’attesa nella scuola dell’infanzia stanno esplodendo in tutt’Italia, perché lo Stato scarica ogni responsabilità sui Comuni che i bilanci al collasso.

Noi, come afferma la Costituzione, chiediamo che "i capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, possano raggiungere i più alti gradi di istruzione". Questo tristemente non è più vero a causa dei drastici tagli al diritto allo studio. Per questo proponiamo che le risorse aggiuntive vengano assegnate ai meritevoli per finanziare la prosecuzione degli studi all’università.

Rete della conoscenza. Premio monetario al migliore studente non risolve i problemi

A quanto afferma il ministro Fornero è in discussione la possibilità di erogare un premio monetario al migliore studente della scuola e della facoltà come misura atta a eliminare il fenomeno della "fuga dei cervelli".

"Una misura del genere è solo uno specchietto per le allodole – afferma Federico del Giudice, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza – non contribuisce a risolvere il problema della fuga dei cervelli, innescando soltanto tra gli studenti in una competizione sfrenata, escludendo chi
magari per poco non è al massimo"

"Questa logica perversa – aggiunge del Giudice – non tiene minimamente in considerazione il problema della dispersione scolastica e il nuovo fenomeno che da un paio di anni sta comparendo nelle facoltà: la diminuzione delle matricole per motivi economici. E’ in totale contraddizione con le misure
universalistiche di welfare paventate dal Governo a più battute*"

"Ciò di cui c’è bisogno in Italia – conclude nella nota la Rete della Conoscenza – è un vero e proprio reddito per i soggetti in formazione che non lasci indietro nessuno e permetta a tutti di accedere agli studi, solo dopo la garanzia del diritto allo studio si può parlare di merito. Anche per questo come studenti e studentesse delle scuole e delle università saremo in piazza il 26 maggio per la manifestazione La Meglio Gioventù del Nostro Tempo per porre al Governo e al paese il tema di una generazione precaria a cui non si sta dando niente, nonostante stiano togliendo ai genitori"

Scrima, CISL. Premi ai migliori? La scuola ha già delle buone pratiche. Sviluppiamo queste

Nella gestione educativa di una classe, ogni insegnante deve equilibrare con intelligenza la creazione di uno spirito di gruppo e di cooperazione con le sollecitazioni ad un sano atteggiamento di emulazione e di competizione.
E’ una armonizzazione che si gioca su delicate variabili quali le occasioni e le attività considerate, i tempi e i modi scelti, le diverse età e le particolari sensibilità in gioco.

Ci sono momenti e situazioni in cui è utile e bello attivare una gara fra gli allievi e momenti in cui questo non serve o è negativo. E’ un problema di valori e di obiettivi, ma anche di misura e di contesto.
E’ il classico problema del rapporto fra giustizia ed equità ed è il problema che ogni scuola e ogni insegnante affrontano riflettendo sul sistema di premi e punizioni da adottare.

Quello che importa è che la scuola sia e rimanga luogo educativo, non perda la sua natura di comunità, realizzi al suo interno un clima di serena e feconda operosità. Del tutto improprio e inaccettabile sarebbe perciò importare dall’esterno filosofie che poco o nulla hanno a che fare con la missione e i compiti formativi di questa istituzione.

Mentre è compito della scuola educare alla responsabilità e all’impegno, dare riscontro al merito, sviluppare e valorizzare tutti i talenti, sarebbe decisamente negativo spingerla a farsi palestra di una cultura dell’individualismo e di una concorrenzialità impropria e fine a se stessa.

Perciò di fronte a generiche notizie che segnalano come al Ministero dell’Istruzione si stia lavorando a un “pacchetto merito” che prevedrebbe un premio in denaro allo studente più bravo di ogni scuola, restiamo perlomeno perplessi: la meritocrazia non è una parola magica che produce automaticamente qualità diffusa, non è un valore assoluto, né può, soprattutto in un contesto come la scuola, servire a mettere in ombra altri valori come la solidarietà, l’uguaglianza, l’attenzione e la cura per le situazioni di maggior difficoltà e fragilità.

E’ anche il caso di ricordare che, almeno in termini educativi, il merito deve trovare premio soprattutto in se stesso, così come la motivazione più efficace per studiare si ricava dall’amore per quello che si studia.

E’ su questo che si deve insistere ed è su questo che ci si deve impegnare di più tutti. Crediamo anche noi, infine, che occorra fare di più per sostenere e aiutare chi lo merita; nella scuola ci sono già modalità utili allo scopo: borse di studio e bonus di vario tipo; sviluppare questi interventi, migliorarli e inventarne di nuovi è la strada giusta da seguire.

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