Il governo di Giuseppe Conte fa macelleria sociale dei lavoratori ex LSU Ata della scuola pubblica. Lettera


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Inviato da Spera Ruben Fabio – A seguito del DDG 2200/19, i lavoratori e le lavoratrici ex LSU ATA vengono assunti come collaboratori scolastici, alle dipendenze del ministero della pubblica Istruzione, dopo venti anni di lavoro con cooperative private.

In questi giorni sottotraccia governo e sindacati confederali fanno incontri e accordi contro i lavoratori. Invece di risolvere il problema dopo venti anni di vita e lavoro precario, sotto pagati, sfruttati da cooperative di ogni colore politico e sindacale, continuano in piena sintonia a decurtare diritti acquisiti: diminuzione di ore di lavoro e riduzione del salario. Di tutto questo non bisogna dimenticare il progetto fallimentare del governo Renzi “Scuole belle” progetto organico della “buona scuola”, in cui pur di mantenere in vita le cosiddette esternalizzazioni dei servizi scolastici , facendo tinteggiare con una mano di colore e pittura gli edifici della scuole italiane, non una ma più volte, sempre dettate da logiche clientelari spartitorie politiche e sindacali.

A fronte di 11263 posti di disponibili come collaboratori della scuola “ATA” da assegnare agli ex LSU ATA, circa 6000 sono “Part time”, una netta decurtazione e diminuzione di salario e ore lavorative del 50%. Lo stipendio di un lavoratore ATA Part Time è di euro 609,41 al di sotto della soglia di povertà, una pensione sociale da dipendente della scuola pubblica. Non solo riduzione di salario e ore di lavoro decidono di massacrare ulteriormente i lavoratori con la mobilità condizionata, ai lavoratori sono state assegnate sedi di lavoro distanti anche 200 Km, il più delle volte da raggiungere con la propria auto. Il governo e le cosiddette parti sociali dicano come si fa a coniugare uno stipendio di 609,41 con la sede di lavoro 200 Km, o in alternativa il fitto di una casa. Oltre al danno la beffa, con uno stipendio netto senza trattenute di 609,41 non si hanno diritti né bonus fiscali compreso il credito DL 66/2014 né detrazioni di fiscalità sanitarie. Governo e parti sociali creano le condizioni di disagio sociale, acuito in un momento di grave emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova l’intero tessuto sociale ed economico italiano e mondiale, senza distinzione di classi sociali.

Come non citare chi di questa ventennale e triste vertenza si è fatto portavoce, il presidente della VII commissione cultura on. Luigi Gallo del M5S per anni ha affiancato i lavoratori e lavoratrici, sostenendo nel parlamento e in piazza le loro rivendicazioni, soprattutto quando era un semplice deputato di opposizione, denunciando in tutte le sedi quanto dannose fossero le esternalizzazioni nella scuola pubblica. Io intendo denunciare la giravolta poco onorevole del presidente della commissione cultura della camera Luigi Gallo, da fervido sostenitore dei lavoratori e lavoratrici ex LSU ATA ha scelto di piegarsi alle condizioni classiste dei sindacati confederali, tramutandosi in carnefice.

I lavoratori e le lavoratrici part time chiedono immediate soluzioni egualitarie per tutti. Lavoro a tempo pieno per tutti nessuno escluso, si chiede il rispetto della nostra carta costituzionale, facendo espressamente riferimento agli articoli 1- 3 – 4 e 36 che cita la seguente formula: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione che sia proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

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