Il giurista Musacchio: “Con la chiusura delle scuole aumentano i rischi per i bambini su internet”

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Di Vincenzo Musacchio* – Ho una figlia di dieci anni e con la pandemia di Covid-19 da circa un anno, in seguito alla chiusura delle scuole e alle limitazioni di movimento, naviga più a lungo e più spesso in Internet e quindi è più esposta ai rischi che si corrono online.

Naturalmente è sotto il mio controllo e le ho spiegato i rischi che ci possono essere in rete, ma è pur vero che con questo strumento tecnologico può vedersi, parlare e giocare con le sue amiche di scuola.

Sarebbe, tuttavia, utile modificare alcuni accessi ad alcune piattaforme online per i minori. Compito questo dei Governi e delle imprese che gestiscono servizi Internet. Le scuole e i genitori ovviamente dovrebbero contribuire assistendo con più attenzione le bambine e i bambini in rete. Ricordiamo che in quasi duecento nazioni le scuole sono chiuse e si propende per la didattica online: in tutto il mondo sono interessati un miliardo e mezzo di bambini e adolescenti. A causa della pandemia di Covid-19 molti di loro purtroppo trascorrono online molto più tempo di prima, perché è l’unica possibilità di continuare a
studiare, mantenere i contatti con i compagni, usufruire di giochi e offerte per il tempo libero.

In Italia (ma vale anche per molte altre Nazioni) dall’inizio della pandemia l’uso di Internet è aumentato di oltre il cinquanta per cento. Questo aumento vertiginoso coinvolge anche quei bambini che non hanno le conoscenze, le risorse e le competenze per sfruttare le opportunità della comunicazione online e proteggersi adeguatamente dai rischi che essa comporta. Già prima della pandemia i ragazzi correvano numerosi rischi, oggi trascorrendo più tempo in rete sono ovviamente più sono esposti a violazioni dei diritti fondamentali dell’infanzia: dipendenza da giochi online, sfruttamento sessuale, cyber- grooming da parte di persone che tentano di sfruttare la nuova situazione. Usare molto Internet accresce anche il rischio che gli adolescenti si trovino involontariamente di fronte a contenuti dannosi che esprimono violenza, razzismo, che siano vittime di cyber bullismo o instaurino contatti potenzialmente pericolosi con criminali del web.

Ho sempre sostenuto che i bambini sotto i quattordici anni avendo a che fare con reti social non adatte a loro rischiano molto di più rispetto a quelli più grandi che hanno maggiore dimestichezza con la rete. Tra i vari pericoli che ha creato la crisi del Coronavirus, dobbiamo comprendere purtroppo anche la vita di milioni di bambini nelle loro abitazioni davanti ad un monitor,
per cui, dobbiamo far sì che bambini e adolescenti possano muoversi in sicurezza nel mondo della rete. I Governi, in primis quello italiano, dovrebbero garantire un adeguato sistema di protezione in rete. Le scuole dovrebbero formare il personale docente in merito ai crescenti rischi esistenti online. Bisognerebbe sensibilizzare e informare in modo più approfondito bambini, adolescenti e le loro famiglie riguardo a comportamenti più sicuri da tenere su Internet. I gestori devono assumersi la responsabilità di proteggere in maniera più adeguata i minori da contenuti dannosi e illegali nonché da abusi su Internet.

Occorrerebbe seguire l’esempio della Germania dove vi sono punti di segnalazione e reclamo per bambini e adolescenti sui relativi siti Internet e la messa a punto coerente di specifiche impostazioni dei servizi online a misura di bambino, al fine di limitare al massimo i rischi dei più piccoli. Personalmente ho adottato un regolamento interno su modi e tempi che mia figlia deve rispettare. Al suo interno sono contenuti i rischi, i buoni esempi, i modi corretti di rapportarsi con il mondo digitale. I principali segni di pericolo cui dobbiamo fare attenzione noi genitori, sono: stress, paura o abbattimento nell’utilizzo di Internet. Se si notano, bisogna agire immediatamente e, se occorre, essere coadiuvati da personale specializzato. Ho scritto queste riflessioni, solo al fine di provare a rendere più concreta ed efficace la tutela di tutti i bambini e di tutte le bambine dai pericoli della rete cercando la giusta mediazione tra il diritto di accesso alla rete e il rispetto di altro importante diritto che è quello di una protezione massima del minore, in ragione proprio della tipica fragilità dell’infanzia e dell’adolescenza.

* giurista, professore di diritto penale. Associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark
(USA). Ricercatore dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. Discepolo di Giuliano Vassalli, allievo e amico di Antonino Caponnetto.

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