Il futuro dell’integrazione: eliminare gli speculatori

di Lalla
ipsef

Prof Gianfranco Palmariggi* – Non siamo troppi, non siamo mal formati e non siamo poco motivati e non utilizziamo il sostegno come canale privilegiato per entrare più rapidamente in ruolo e la nostra preparazione e il nostro lavoro è di grande qualità.

Prof Gianfranco Palmariggi* – Non siamo troppi, non siamo mal formati e non siamo poco motivati e non utilizziamo il sostegno come canale privilegiato per entrare più rapidamente in ruolo e la nostra preparazione e il nostro lavoro è di grande qualità.

Siamo Insegnanti specializzati per le attività di sostegno alle classi con alunni con disabilità. Svolgiamo il nostro lavoro in silenzio e con grande umiltà, pur tra mille difficoltà.

Apprendere che autorevoli associazioni, fondazioni ed enti caritativi formulano a tavolino giudizi sul lavoro altrui fa venire il mal di pancia.

Da quanto loro pubblicato hanno la pretesa di avanzare proposte nell’istituire sportelli ed organimi che, come una bacchetta magica, fanno sparire la figura dell’Insegnante di sostegno, e di conseguenza la disibalità. Tutto questo è stupefacente.

Si individuano "nodi ciritici" e dsi avanzano demogogiche "proposte".
Naturalmente non si ascoltano i principali interessati coinvolti nel processo di integrazione. Non si ascoltano le famiglie, gli insegnanti gli enti locali ecc. Si cerca di buttare solo fango su un onesto lavoro.

Noi, insegnanti di sostegno, chiediamo a gran voce che eventuali studi, ricerche e proposte sul tema dell’handicap vengano fatte da chi la disabilità la vive tutti i giorni: partendo dalle famiglie, dalla scuola e dal mondo del lavoro. Solo ascoltando i diretti interessati si potranno trovare, un giorno, le giuste soluzioni alle delicatissime problematiche dell’handicap.

*Docente specializzato per le attività di sostegno

Il futuro dell’integrazione: eliminare i prof di sostegno

 

 

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